328 la conquista del mare
campo di mare navigato andò allargandosi coli'ampliamento della nave, la moltiplicazione e la combinazione di vele diverse, la loro manovra, sempre più perfezionata, e la conoscenza dei venti dominanti nei diversi mari, in diverse condizioni di stagione e di tempo. Il veliero è infatti tino a un certo punto schiavo del vento, se pur con opportune manovre può muoversi anche contro vento; ed un'altra ragione per la quale l'Atlantico rimase impenetrabile per i popoli europei è il dominio dei venti di ovest (pag. 84) nelle latitudini medie. Colombo potè raggiungere l'America, perché, portatosi più a sud, entrò nella zona degli alisei (pag. 84), venti costanti da NE che ne favorirono la rotta verso ovest. Dopo di lui la nave a vela conquistò tutti i mari e rivelò tutte le terre.
La macchina a vapore portò, una vera rivoluzione nella navigazione, che potè rendersi quasi interamente indipendente dai venti e dalle tempeste, immensamente più ceiere e più capace. Il piroscafo non soppresse però interamente il veliero, che è assai più economico, e presenta ancora convenienza per il trasporto di materiali voluminosi e non deteriorabili. Esso rappresentava ancora nel 1830 il 97 °,0 del tonnellaggio mondiale, ora ne rappresenta il 10 8/0.
Fig. 137. — Principali vie marittime di comunicazione.
La carta di fig. 137 rappresenta le grandi vie di traffico marittimo nell' anteguerra, e corrisponde nelle linee essenziali alla rete attuale, benché lo straordinario aumento di potenza degli Stati Uniti, l'apertura del Canale di Panama e lo sviluppo economico del Giappone abbiano da allora aumentata notevolmente l'importanza dell'Oceano Pacifico e delle vie che lo attraversano.
In essa la varia grossezza delle linee rappresenta la varia loro importanza, secondo il numero delle navi che le battono.