comodità di carico e scarico (estensione delle banchine, mezzi meccanici, organizzazione del personale, ecc.), e principalmente dalla posizione del porto relativa a quella degli altri porti e dei paesi coi quali la regione possa avere interesse di scambi. Molti porti sorsero per ciò alla foce o, entro ftumi, dove trovano sicurezza e naturale sviluppo di banchina, come Londra, Amburgo, New York; altri si svilupparono per lo sviluppo di speciali industrie nel retroterra, come Liverpool porto del cotone; alcuni, come Amburgo per tariffe di concorrenza concesse al trasporto delle merci per ferrovie e canali; e alcuni tramontarono per il deviamento delle vie commerciali, come Venezia per la scoperta della via oceanica alle Indie e dell'America.
Quanto ai metodi di navigazione abbiamo già accennato (pag. 51) alla roda costante o lossodromica e alla rotta ortodromica, la prima rispondente a una maggior facilità di manovra della nave, mantenendo il timoniere un angolo di bussola costante; la seconda, lungo la via più breve (arco di cerchio massimo), rispondente alla massima economia di tempo . di combustibile. Nel commercio transoceanico questa è ormai la sola seguita. Si possono quindi considerare come vie di mare gli archi di cerchio massimo che uniscono porti importanti fra loro o con punti di necessario passaggio (stretti, canali marittimi, scali di rifornimento). Così la rotta dall' Inghilterra a Nuova York si può considerare come la principale via maestra di mare, a perfetto rettifilo, mentre le vie attraverso il Pacifico sono vincolate alla necessità di scali in isole intermedie, come le Hawai; quelle dell'Atlantico al Pacifico dal canale di Panama, e quella dall'Atlantico all'Oceano Indiano dallo stretto di Gibilterra e dal canale di Suez. Uno dei dettagli più importanti delle moderne carte geografiche è la rete di queste grandi vie del mare.
La conquista di tutti i mari fu relativamente lenta e seguì i progressi della tecnica navale e della scienza nautica. Il fatto che il remo e la vela si trovarono presso i popoli attuali più primitivi dell'Africa, della America, dell'Oceania e delle regioni boreali, dimostra che esse furono note anche ai popoli più primitivi della preistoria. Ma la nave primitiva non poteva reggere a lungo il mare e tentare lunghe trasversate per la necessità di frequenti rifornimenti; la navigazione si estese perciò anzitutto lungo le coste o in mari popolati di isole. Così nel Mediterraneo i primi popoli marinari furono quelli abitanti attorno all'Egeo, Fenici e Greci, e i numerosi arcipelaghi della Polinesia furono facilmente conquistati dalla modesta piroga, mentre l'Atlantico, poverissimo d'isole, rimase Ano a Colombo un oceano impenetrabile, il limite della terra abitata per gli abitatori dell'Europa occidentale e dellaregionemediterranea.il