Stai consultando: 'Geografia e Geologia ', L. De Marchi

   

Pagina (336/453)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (336/453)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Geografia e Geologia

L. De Marchi
Francesco Vallardi Milano, 1929, pagine 436

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Progetto OCR]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   le vie terrestri
   323
   per dir meglio, queste vie furono create dal passaggio stesso degli uomini e degli animali da un centro all'altro secondo la direzione più comoda ed economica. Così fu tracciato il sentiero pedonale, Vai mentizio creato da! calpestio della mandra, la via someggiatole percorsa da animali da soma; più tardi la carreggiabile e, da un secolo, la ferrata. Tutte queste categorie di strade si conservano tuttora, secondo le varie esigenze degli scambi o, come si dice, del traffico; e la rete delle strade rappresenta un'altra caratteristica impressa dall' uomo al paesaggio naturale.
   La via più comoda ed economica non è di regola la più breve, perchè dovette adattarsi alla natura del terreno, cercando i punti di più facile passaggio attraverso monti e colline (passi, valichi), fiumi e paludi (guadi), foreste e deserti (carovaniere). Solo le steppe erbose delle latitudini temperate, a erbe non troppo alte, possono essere attraversate in tutte le direzioni da strade rettilinee.
   La via carreggiabile rappresenta già un grado elevato di civiltà e di organizzazione sociale; perchè il carro a, ruote è un'invenzione relativamente tf-diva, e perehè essa richiede la costituzione di un fondo resistente genej^ 'lente artificiale, e pendenze non molto accentuate che impongono scavi e trasporti di terra, e una manutenzione continua e costosa, alla quale non può attendere che uno Stato economicamente e politicamente organizzato Una grande rete di strade carrozzabili non si è stabilita nell'antichità se non nei grandi stati: Cina, Persia, Impero Romano, Perù, Messico, dove fu imposta sovratutto da esigenze militari. La meravigliosa rete di strade romane, dopo la caduta dell'Impero, deteriorò rapidamente fino a cancellarsi in gran parte. In Inghilterra ancora nel Sec. XV le strade erano in così deplorevole stato che non vi era nessun servizio pubblico di trasporto, e la prima diligenza non corse che nel 1754 tra Londra e Manchester. Nella Turchia europea fino al 1877 vi era una sola strada, da Larissa a Tirnova in Tessaglia. La difficoltà di mantenere una buona rete stradale si è accresciuta immensamente col-l'introduzione dei rapidi automotori, che rodono rapidamente il prezioso capitale stradale lasciatoci dai padri.
   Prima della via carreggiabile a fondo artificiale la principale via di traffico fu il fiume navigabile, perchè la barca è un'invenzione assai più spontanea del carro, e il trasporto è più economico. I fiumi navigabili furono quindi le prime vie naturali del commercio umano e ne sono tuttora le vie principali dove non è penetrata la ferrovia, come in China, in Mesopotamia, nell' Amazzonia, nel Congo. Così si spiega il fatto che la maggiore parte delle grandi città è sorta su corsi d'acqua navigabili, che sono anche vie naturali di pe-