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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
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Lnpicino-Lusinga
dei moderni. Secondo il Marchetti ed i suoi seguaci la lupa figura invece la Corte di Roma, ossia la Curia papale. Ross. : « La comparsa simultanea del Leone e della Lupa vale ad indicare la lega di Filippo con Bonifacio, fomento di quel Guelfismo che fe' viver grame molte genti, e gramissimo Dante. » Parecchi moderni ammettono ambedue i sensi, il morale ed il politico. Onde nel senso morale la lupa è simbolo dell'avarizia, nel politico della Curia papale.
Lapidilo, Dimin. di lupo, Piccolo, Giovine lupo; Inf. xxxiii, 29, nel qual luogo lupicini sono chiamati i figliuoli e nepoti del Conte Ugolino.
Lapo, dal lat. lupus, Specie di mammifero del genere e della famiglia de' cani, dell'ordine de'carnivori. Abita in Europa, e ne'paesi settentrionali d'Asia, di Africa e di America. 1. Nel signif. propr. Par. iv, 5. - 2. Fig., per II conte Ugolino ; Inf. xxxiii, 39. - 3. E pur fig. Lupi chiama Dante i Fiorentini; Purg. xiv, 50. Par. xxv, 6.-4. E Lupo è chiamato il demonio Pluto; Inf. vii, 8. - 5. E lupi sono pur detti i papi malvagi; Par. ix, 132; xxvii, 55, nel qual luogo si accenna pure a'vescovi delle singole diocesi, con allusione ad alcuni passi scritturali, come S. Matth. vii, 15 : « Attendite a falsis prophetis, qui veniunt ad vos in vestimentis ovium, intrinsecus au-tem sunt lupi rapaces. » E Act. Apost. xx, 29; « Intrabunt lupi gra-ves in vos, non parcentes gregi. »
Lurco, dal lat. lurco, lurconis, Goloso, Beone e ghiotto; Inf. xvn, 21, probabilmente con allusione a quei Tedeschi mandati dal re Manfredi in soccorso dei fuorusciti Fiorentini, e che si lasciarono ubbriacare da Farinata degli Uberti; cfr. G. Vill., Cron. vi, 75.-Ott. : « Lurco viene a dire divoratore immondo, e non netto. » - Benv. : « Lurclii, idest ingluviosos, voraces. » - Il Buti legge: tea li Tedeschi e i Lurchi, e spiega: « Nella Magna tra queste due gente. »-E Serrav. : « Una patria est in partibus Alamanie, que vocatur Lurca » (?). Tacito dice che i Tedeschi sono dediti sonino ciboque, e forse Dante allude a questa sentenza dello storico romano.
Lusinga, prov. lauzenga, lauzenja, frane, ant. losenge, spagn. lisonja, dal prov. lauz-enga, questo da lauzar, e questo dal lat. laudare; cfr. Diez, Wòrt. i3, 255 e seg. 1. Artificio di parole o di atti, col quale sotto colore di benignità e d'amicizia, o sim., vuoisi trarre alcuno a cosa che giovi al lusingante, coinechè per solito nuoca al lusingato; Inf. xviii, 125.-2. Preghiera congiunta a lode; Purg. i, 92.-3. Fig. per Lusinghiere; Inf. xi, 58.-4. Dire parole