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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

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a cura di Federico Adamoli

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   Lupa
   credendo dalla coscienza sua medesima accusato. Dico adum tir. hi lupa essere famelico e bramoso animale, e quel medesimo e ne l'uomo avaro; perciocché quantunque l'uomo avaro abbia quello che gli bisogna onestamente e in qualunque guisa ragunalo, t'..rs. con molta sollecitudine e gran suo pericolo, non sta a quel intento; ma da maggior cupidità acceso, e da nuova sete stimolato, in ciascuno suo esercizio più che mai si mostra all'amato, per sodisfare a questa insaziabile fame, niun pericolo è, ninna disonesta, niuna falsità, o altra nequizia, nella quale non si mettesse, l'er la qual cosa Virgilio nel terzo delWEneida, fieramente la sgrida dicendo: Quid non mortalia pectora cogis, A uri sacra farnesi Secondariamente il vizio dell'avarizia si mette in uomini eattivi e pusillanimi; il che appare, in quanto in alcun valente uomo n magnanimo non si vede giammai; e che essi sieno cosi, le loro operazioni il dimostrano. Metterassi l'avaro in una piccola casetta, e in quella in continua dieta per non spendere, dimorando senza muoversi, dieci e venti anni presterà ad usura, vestirà male e calzerà peggio, rifiuterà gli onori per non onorare, e dove egli dovrebbe de' suoi acquisti esser signore, esso diventa de'suoi tesori vilissimo servo: e quanto maggiore strettezza fa del suo, tanto tien gli occhi più diritti all'altrui. Sempre è pieno di rammarichìi, sempre dice sè esser povero, e mostrasi: e brevemente, facendosi dei beni della fortuna tristissima parte, quanto l'animo suo sia piccolo e misero manifestamente dimostra. Nelle quali cose si può comprendere, l'avarizia accompagnarsi con la più misera condizione d'uomini clic si trovi, come la lupa col più tristo de'lupi si congiugne. Appresso questo dissi, il lupo essere sospettoso animale: la qual cosa essere l'avaro i suoi costumi il dimostrano. Esso con alcuno suo amico non comunica la quantità de' suoi beni, sospicando, non la gran quantità palesata gli generi aguati o invidia: e oltre a ciò, niuna fede presta all'altrui parole: sempre suspica che viziatamente parlato si sia per sottrargli alcuna cosa: in niuna parte estima essere assai sicuro, e di ciascuno che guarda laporta della sua cas i, teme non per doverlo rubare la riguardi. Alcun sonno non punte a\er. intero, nè riposata alcuna notte: ogni piccol movimento di qualunque menomo animale suspica non andamento sia de' ladri: e mai fidandosi delle casse ferrate, i suoi danari si fida alle cave e f. se sotterranee.Chi potrebbe assai pienamente innarrare i sospetti de' miseri avari, i quali tutti in sè convertono i lacciuoli, li quali già hanno tesi ad altrui?»-Che la lupa nella IMv. Cam. liguri il u/io dell'avarizia è opinione comune di tutti gli antichi, l'osi, ..ltn- 1 citati, Falso Bocc., Benv., Buti, An. Fior., Serrar., Bunj.. hnuì . Tal, Veli, Gelli, Dan., Dolce, Cast.. Voi, Veni.. Lo,uh., ed il più