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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
Lucia-Lucifero H,;i
cooperante accipitur. »-Cass.: « Lucia, ide>f grafia e- perans. »-Bocc. : « Lucia, cioè la divina misericordia.» - I linci• ¦ ,v Lucia deintendere la grazia di Dio ella santa iscrittimi. »- Unir.: «Lucia, idest gratia, et bene imponit sibi nomen proprium; e-t enim gratia lux illuminans. »- Buti.• « Significa la grazia illuminante, e però la nomina Lucia, quasi luce che illumina l'intelletti» di quello che si dee fare.» - An. Fior. : « La misericordia di Dio. Serrav.: «Per Luciani intelligit gratiam divinala prevciiientem et gratumfacientem. »-Barg.: « Questa Lucia significa la grazia di Di,, illuminante, per la quale secondo teologi, abbandonando l'uomo il male, ei vede in che consiste il bene, e cominciagli dirizzare le operazioni sue. »-Della grazia illuminante intendono pur» Lumi.. Tal., Veli., Gelli, Dan., Boi., Voi., Veni., Lomb. e quasi tutti gli espositori moderni. Altre opinioni non meritano di essere discusse.
lancia, Nome di una città supposta da Dante; Conv. in, 5, 71. 78, 81, 120, 122, 136.
Lucido, dal lat. lucidus, Si dice di qnelle cose che hanno pei natura in sè stesse luce, come il Sole e il fuoco, e lo si trasferisce a tutto ciò che è atto a rifletter luce ; Lucente, Risplendente; Purg. vii, 74; xv, 69; xxix, 140. Par. il, 32; xx, 16; xxiv, 8fi. - Tom.: « Lucente può essere il corpo per luce che dia in quel punto so-vr'esso; Lucido può denotare la naturale di lui qualità. .Ma talvolta Lucente, o per il suono dello stesso vocabolo o perche più direttamente rammenta il verbo che, nella sua forma di neutro, esprime pure un'efficace attività, par che dica di più. Nella Dir. Com. Dante usò dodici volte Lucente e sei volte Lwido; nell Inf.. nel regno delle tenebre, non troviamo che una sola volta Lucenlc.
Lucifero, lat. Lucifer, La stella di Venere quando è mattutina; Mon. i, 11, 23.
Lucifero, Capo degli angeli ribelli. Il nome è tolto dal pas.--scritturale Isaia, xiv, 12: « Quomodo cecidisti de odo utim-:k. quia mane oriebaris? » nel qual luogo il Profeta chiama i.vnnu il re di Babilonia, ma i Santi Padri interpretarono allegoricamente del Principe dei demoni. È nominato Inf. xxxi, 143: xxxiv, Si'. Cfr. Inf. xxxiv, 28, 108. Purg. xil, 25. Par. ix, 127; xi\, lo; \x\n. '-'•:; xxix, 56. Altrove Dante io chiama Dite, Inf xi, 65; xii. 3;»: xxxiv. 20; Belzebù, Inf. xxxiv, 127; Diavolo, Inf. xxvm, l i:;. V»hj. /¦:/. i, 2, 34; i, 4, 9. Mon. ìli, 3, 31; Satan e Satana*. Imf. \ M, 1 Mon. ìli, 9, 54; Rex Inferni. Inf. xxx>v, 1. (Cfr. questi -ni-articoli).