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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

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a cura di Federico Adamoli

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   sero questo supremo grado auclie ai suoi figli. Castruccio, come racconta Giovanni Villani, fu valoroso, magnanimo, savio ed accorto, prode in armi, molto felice nelle sue imprese, e molto temuto. Fece belle e notabili cose, ma fu un gran flagello pe'suoi concittadini, pei Fiorentini, Pisani e Pistojesi, in causa della continua guerra che mantenne in Toscana nei quindici anni della sua signoria. Al tempo di Castruccio, Lucca ebbe a signoreggiare sopra Pisa, Pistoja, la Lunigiana, gran parte della riviera Ligure di levante, e possedeva più di trecento castelli murati. » Cfr. Lord Vernon, Inf., voi. ni, tavola 62 e 72. Lucca è nominata Inf. xyiii, 122; xxxiii, 30. Purg. xxiv, 20, 35. Vulg. El. i, 13, 17; indicata, Inf. xxi, 38 (cfr. Zita), Purg. xxiv, 45. - Quel da Lucca, Purg. XXiv, 35, è il poeta Bonagiunta degli Overardi (cfr. Buo-nagiunta). - Un soggiorno più che passeggiero di Dante a Lucca è accertato dal passo Purg. xxiv, 43 e seg., dal qual passo risulta ad evidenza, che il Poeta vi dimorò alcuni anni dopo il 1300, epoca fittizia della visione. Sul tempo preciso di questa dimora le opinioni variano. Ma essendo appena ammissibile che Dante andasse a stare a Lucca nel tempo che i Lucchesi erano alleati dei Fiorentini che lo avevano condannato a morte, nè che vi andasse dopo la rivoluzione del 1316, è assai probabile, e poco meno che certo, che vi andò durante il tempo che trascorse dal 14 giugno 1314 al
   10 aprile 1316, cioè per l'appunto nel tempo che Uguccione della Faggiuola era signore di Lucca.
   Lnccliesi, Cittadini di Lucca. Il loro volgare biasimato, Vulg. El. I, 13, 18.
   Luce, dal lat. lux, lucis, Azione che i corpi esercitano su noi a distanza e che noi sentiamo cogli occhi. La luce è un movimento delle minime parti materiali che, senza abbandonare sensibilmente
   11 loro luogo, si aggirano intorno ad esso, movendosi con somma rapidità per certe piccolissime orbite, ed oscillando su brevissime rette. Siccome codesto movimento si propaga a somiglianza del moto ondoso alla superficie dell'acqua, esso viene chiamato: Movimento ondulatorio. La sostanza tenuissima che, agitata, sveglia in noi la sensazione della luce, chiamasi Etere. Cfr. Conv. ni, 9, 39 e seg. Nella Div. Coni, la voce Luce si trova 72 volte, 4 nell'ira/., 12 nel Purg. e 56 volte nel Par. Oltre al signif. propr. notinsi : 1. Luce è detta la sensazione che noi proviamo quando l'occhio nostro è commosso da quella causa esterna alla quale si dà il nome di Luce; Par. ir, 145. -
   2. Per Giorno; Cam. ;« Amor, tu vedi ben,che questa donna,» v. 46.-
   3. Dio è detto: La verace luce, Par. in, 32. Vii. N. xxiv, 26. L'eterna