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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
1154 Lonza
strano. Appresso la pelle sua leccata, e di macchie dipinta, non meno che la predetta, si confà co'costumi de'lascivi; perciocché quelli, li quali da tal passione son faticati, quanto possono, o per pigliare
0 per tenere, si studiano di piacere; per la qual cosa s'adornano di vestimenti varj, pettinansi, lavansi e dipingonsi, specchiansi, tondonsi, vanno e tornano, cantano, suonano, spendono, gittano, e dove di parer più belli e più accettevoli si sforzano, vituperevol--mente di disoneste ed enormi brutture si macchiano.... E oltre a questo, questa bestia è maravigliosamente vaga del sangue del becco. Intorno alla qual cosa si dee intendere, in questo dimostrarsi 1' appetito corrotto di coloro li quali in questa bruttura si mescolano, perciocché, siccome il becco è lussuriosissimo animale, così per usare questo vizio, più lussurioso si diviene.... Ultimamente dissi, questo animale essere crudele, per la qual crudeltà è da intendere la crudeltà di questo peccato, il quale quelli che più con lui si dimesticano e congiungono, le più delle volte conduce a crudelissime specie di morte.... Bene adunque si può dire, questa bestia essere la concupiscenza carnale, la quale lusinghevole insino alla morte, con tutte quelle mortali dolcezze ch'ella porge, facendosi incontro alla sensualità umana, qualora l'animo, riconosciuta la tristizia di quella, da essa partir si vuole e alle divine cose tornarsi, con non piccola cosa s'ingegna di ritenerlo, non partendo-glisi dinanzi dal volto; quasi voglia dire, rammemorandosi tutte quelle persone che già sono state amate, tutti quegli atti, tutte le parole che già sono state piaciute ; le lagrime, la promessa fede,
1 rotti sacramenti con pietoso aspetto ricordandogli; con false dimostrazioni suadendogli, che questa castità, questo proponimento riserbi agli anni vecchi, e non voglia ora perdere quello che mai non deve potere recuperare. » - Falso Bocc.: « Per laleonza dei intendere laluxuria. » - Benv.: « Per lontiam.... figurat luxuriam. » -Che la lonza figuri la lussuria è pure l'opinione del Buti, An. Fior., Serrav., Barg., Land., Tal., Veli., Gelli, Dan., Dol., Voi., Vent., Lomb., Fort., Pogg., Biag., e del più dei moderni. Secondo il Cast, la Lonza è il simbolo dell'invidia. Marchetti, seguito da molti: « La Lonza è Firenze, divisa in Bianchi e in Neri. » Scostandosi dagli altri interpreti Inn. Frigeri (Albo Dantesco Mantovano, p. 49): « A prima giunta (le tre fiere) paiono tre simboli affatto estranei l'uno all'altro; ma si osservi, che se la lupa è detta bestia senza pace, anche la lonza si qualifica leggera e presta molto ; se è detto di questa ch'era piacevole a vedere per la gaietta pelle, di essa si dice, eziandio, che di pel maculato era coperta ; se la lupa si mostra avversa fino ad uccidere chi viene sulla sua via, ostile però è anche la lonza, salvo il piacevole aspetto; se la