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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
Lombardo-Loro c
de la Scala, qui vocatus est capitaneus Bartholoma'us qui obtinuit capitaneatum Veronse ab imperatore. Ad qusni autor primo hai,,;it. recursum et recepit provisionem ab eo. » - liuti « ( ^ ti < - -, ti saia messer Bartolomeo della Scala da Verona, lo quale ricevette l'ante in sua corte quando uscitte di Fiorenza. »- Serrar.: « Domimi. Bartholomeus, capitaneus Verone De la Scala,.... recepit Dant-m expulsum de Florentia in suam civitatem Verone benigne, et dedit sibi etiam provisionem antequam Dantes peteret aliquid ab ipso. »-Land. :« Narrò l'essilio lo spirito, bora pone il rifugio suo, il .(naie fu la corte di Bartliolomeo della scala da Verona, la cui arnia scudo rosso con una scala vermiglia, et sopra l'aquila nera, la qual chiama il santo uccello, perchè è il segno dell'imperio. » - Tal.: « Consolatili- eum, dicens quod receptabitur a capitaneo Bartolomeo Della Scala, supra quam portat aquilani. » Scostandosi da questa opinione degli antichi, che è pure quella del più dei moderni, alcuni (seguendo il Bocc. e il Manetti) si avvisano che il gran Lombardo sia invece Alberto della Scala, padre di Bartolommeo. Ma essendo Alberto morto nel 1301, è chiaro che non potè essere 1' ospite di Dante, il quale nel 1301 viveva a Firenze. Secondo altri il gran Lombardo sarebbe Alboino della Scala, fratello di Bartolommeo e di Can Grande (così Veli., Dol., Vent., Tiraboschi, Felli, ed altri). Ma il disprezzo col quale Dante parla nel Conv. (iv, 1G, 51) di Alboino, esclude qualsiasi possibilità di ammettere che ne parlasse in seguito cogli elogi prodigatigli nel passo relativo del Far. Altri poi vogliono che il gran Lombardo sia lo stesso Can Grande della Scala (Dion., Frat., Loria, ecc.); ma questa ipotesi sta e cade mila lezione colui (invece di con lui Far. xvir, 76), la quale è del tutto sprovvista di autorità, e fa a' pugni colla logica e col buon senso. Cfr. Bartoli, Lett. ital. v, 170-180.
Lombardo, Marco, Pietro, cfr. Marco Lombardo, Dietro Lombardo.
Loine, forma antica per Lume. Dante l'usò una sola volta in rima; Inf. x, 69. Secondo alcuni commentatori Dante se ne >¦ rvì in grazia della rima. Invece Nannuc., Voci, 37 e seg.: <-< Non sta lome per la rima, ma perchè la nostra lingua nel suo principio imitò la latina; che, quando era più rustica, polita YO (l'i iscian . : multis Italice populis U in usu non erat : e contrario utehnntur 0), dove, quando fu fatta gentile, ripose l'fi Ai tempi di Knnio i Romani dissero avos, notri.r, equos, Hecoha, meom, s,rr»m. colpa, exoles, dederont, voltis, ecc. ('osi i nostri vecchi usarono di questo scambio, e scrissero foi, fo, ontorc, pania, angùstia. !cn,:r>.