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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

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a cura di Federico Adamoli

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   1150 Lombardo
   Lombardo, Agg. e quindi Sost. da Longobardo. Sull'etiin. Tom.: « In origine Langobardo, dalle lunghe scuri, germ. Lang, Lungo e Barthe, Scure; o dalle lunghe barbe da Lang e Bari, Barba; meglio Uomo valente, gagliardo, da Land, Paese e Wart, Forza; dunque II valente del paese; ma più probabilm. da Lang e Borde o Bòrde, Piano fertile accanto ad un fiume; dalla pianura dell' Elba, sede originaria de' Longobardi. » 1. Sost. Abitante di Lombardia; Inf. i, 68; xxii, 99. Purg. xvi, 46, 126. Par. xvii, 71. Vulg. El. i, 10, 50; I, 15, 14; i, 19, 13. - 2. Add., Appartenente alla Lombardia o ai Lombardi, Che è di Lombardia o dei Lombardi; Purg. vi, 61. Vulg. El. i, 19, 9. - 3. Come Avv., Alla maniera dei Lombardi ; Inf. xxvii, 20.
   4. Lombardi sono detti i genitori di Virgilio, Inf. i, 68, perchè abitavano in quella regione che più tardi fu chiamata la Lombardia. Tom. : « Li parenti (genitori) miei furon Lombardi, dice Virgilio, come Giustiniano, Par. vi, 49, chiama Arabi gli Africani che vennero in Italia con Annibale; ma forse con ciò volle nobilitare il nome di Lombardia, e farlo, come i Francesi solevano, equivalente a Italiano. I Francesi forse avran tolto questo nome dalla conquista di Carlo Magno, che vincendo i Longobardi ebbe l'Italia. Lombardi chiamavansi in Francia gl'Italiani tutti. » Cfr. Purg. xvi, 126. Boccac., Decani, i, 1.-5. Lombardo, usato quasi contrapposto a Toscano; Inf. xxii, 99, - 6. Anima lombarda, è detto Sordello, nato nella Lombardia, cioè a Goito nel territorio di Mantova; Purg. vi, 61. Cfr. Sordello. - 7. Sul luogo Purg. xvi, 46, dove lombardo è usato senza dubbio ad indicare la nazione, cfr. Marco Lombardo. - 8. Il semplice lombardo è chiamato al modo francese Guido da Castello; Purg. xvi, 126. Cfr. Castello, Guido da.
   9. Lombardo (il gran), Par. xvii, 71, è probabilmente Bar-tolommeo della Scala, figlio di Alberto e fratello di Alboino e di Can Grande, m. 7 marzo 1304 (cfr. Bartolommeo). Lan. e An. Fior.: « In corte di messer Bartolomeo della Scala, il quale porta lo venerabile segno dell'imperio sopra la scala. » - Ott. : « La cortesia di messer Bartolommeo della Scala, che porta l'aguglia in su la scala. » - Petr. Dant. : « Dicendo quod ibit ad illos de la Scala de Verona, dominante tunc domino Bartholomseo de dieta domo, portante aquilam super scalam in armatura. »- Cass.: « Bartolomei delascala tunc domini Verone qui capitaneus bartolomeus dicebatur qui solus de illa domo portat in scuto aquilam super scalam. » -Falso Bocc. : « Ancor predicie questo spirito chelsuo rifugio sarà averona inchasa di messer bartolomeo signior di verona. » - Benv.: « Iste, de quo autor loquitur, fuit quidam dominus Bartholomaìus