Stai consultando: 'Enciclopedia Dantesca Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L', Giovanni Andrea Scartazzini

   

Pagina (1156/1180)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (1156/1180)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   1146 Lo-Locusta
   togliere alla dicitura il suo proprio colore. Inf. I, 30: Sì che il pie fermo sempre era il più basso, io non lascerei interi i due suoni troppo uguali, nè li apostroferei tutti e due, ma intero il primo, per più fermarvi l'attenzione, e, per denotare l'idea di basso, apostrofato il secondo. E Inf. i, 55, 56 : E quale è quei, che volentieri acquista, E giugne il tempo, che perder lo face, chi dicesse Il par che farebbe giungere troppo tardi quel tempo che suol troppo presto venire.-Per quel eh'è del pronome in ispecie, anche nel lat. Il aveva sovente valore intensivo. Virg. Tunc ille Aeneas; e Dante Inf. i, 79: Or se' tu quel Virgilio, e Purg. xi, 79, 80: Non sei tu Oderisi, L'onor d'Agobbio. »
   I/O, Pronome di maschio, che vale Lui, Quello, ovvero Ciò, Questo, riferendosi non meno a persona che a cosa, e si usa nel quarto caso del primo numero; Inf. i, 56, 96; n, 47, 99, e sovente. 1. Precedente alle vocali prende la forma L' ; Purg. i, 67. Par. i, 90, ecc.-2. Unito all'infinito de' verbi; Purg. v, 20; xi, 66.-3. Pure unito all'inf. e toltagli la o; Inf. xiii, 82; xxi, 39.-4. E unito al verbo ed alla particella vi; Par. v, 41.-5. Combinato coll'avverh. Non, forma Noi; Inf. vii, 126; ix, 5; xvi, 127, e sovente.-6. Dopo la voce Dio, suole perdere in alcuni modi di dire la propria vocale, e far tramutare la fine della voce antecedente attaccandosi ad essa; ma quest'ultima frase trovasi anche separata ed intera; Par. ni, 108 var.
   Locale, dal lat. localis, Di luogo, Che appartiene a luogo; Vit. N. xxv, 9.
   Localmente, Avv. da locale, Per luogo, In luogo; Vit. N. xxv, 10.
   Locato, Part. pass, e Agg. da locare, e questo dal lat. locare; Collocato, Allogato, Posto; Par. xxviii, 20; xxxii, 74.
   Loco, dal lat. locus, Lo stesso che luogo, del qaale è forma antica e poetica. I testi variano tra le due diverse forme, alcuni avendo quasi sempre loco, altri di solito luogo. Cfr. Luogo.
   Locusta, dal lat. locusta, Genere d'insetti dell'ordine degli ortotteri. Trovasi in ciascuna parte della terra, e massime in Oriente; spesso sopraggiunge in numero immenso. Dice,si comunemente Cavalletta. Alcune specie di locuste sono mangiabili e nell'Oriente servivano e servono tuttora di nutrimento ai poveri (cfr. Levit. xi, 21. Plin., Hist. nat. i, 29), onde è detto (S. Matt. iii, 4. S. Marc.