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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
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uno dei fiumi immaginati nell'inferno de'Gentili, passando il quale favoleggiavano che si obliassero tutte le cose. Secondo Dante questo fiume nasce (assieme coli'Eunoè, che scorre in direzione opposta) sulla vetta della montagna del Purgatorio, attraversa il Paradiso terrestre, cade quindi appiè del monte e di lì va giù per lo foro d'un sasso fino al centro della terra. Le anime purificate ne bevono e bevutone perdono la memoria de' peccati commessi; Inf. xiv, 131, 136. Purg. xxvr, 108; xxviii, 130; xxx, 143; xxxiii, 96, 123. Cfr. Inf. xxxiv, 130. Purg. xxix, 7, 67, 71, 141; xxx, 76; xxxi, 1, 12, 82, 94, 96; xxxiii, 113.
Letizia, dal lat. Icctitia, Contento dimostrato con atti esterni, che deriva per lo più dal godere presenzialmente quelle cose che danno gusto, allegrezza, gioja. Questa voce, posta da Dante tra quei vocaboli ch'egli chiama pexa (Vulg. El. n, 7, 35), è adoperata nella Div. Corri. 26 volte. Neil'/»/., nel regno del dolore non vi è contento di sorta; quindi in tutto Ylnf. Dante non adopera una sola volta la voce letizia. Nel Purg. la voce si trova soltanto quattro volte (xiii, 120; xvi, 72; xxviii, 16; xxix, 33); invece nel Par., nel regno della beatitudine, la voce occorre 22 volte (l, 31 ; ii, 144; v, 107, 136; vi, 119; vili, 52, 85; ix, 67; xiv, 19; xvi, 20; xvm, 42; xix, 23; xxi, 56; xxm, 23, 104; xxv, 16; xxvi, 135; xxviii, 120; xxx-, 41, 42; xxxi, 62, 134). - Dante usa pure letizia per Luce di beatitudine, Par. vili, 52; e per Anima beata, Par. ix, 67.
Letiziare, Aver letizia, Gioire; Par. in, 54; ix, 70.
Lettera, dal latino littera; 1. Carattere dell'alfabeto; Purg. xn, 134. - 2. Secondo la lettera, per Letteralmente, secondo il senso letterale; Conv. iv, 1, 71. - 3. Sporre a lettera, per Dichiarare parola per parola; Conv. il, 13, 58.-4. In ispirito, non in lettera, per Mentalmente, non con la lingua, In fatto, non in parole, Col cuore, non in apparenza soltanto: Conv. iv, 28, 61. - 5. Per Lezione, cioè Quello che si legge, ovvero è scritto in alcun testo; Conv. il, 12, 1. - 6. Per Dottrina che si acquista mediante tutti gli studi in generale, e in particolare Quella che si acquista mediante la letteratura propriamente detta, ed in questo suole usarsi nel plurale, mentre Dante 1' usa nel sing. Conv. i, 9, 14. - 7. Lettere mozze, per Poche parole abbreviate, Par. xix, 134, nel qual luogo si allude probabilmente al patto di Caltabellotta, per lo quale restava a Federigo II re di Sicilia il solo titolo di D. G. Bex, cioè Dei Gratia Bex, senza più l'aggiunta di Re di Sicilia, Duca di Puglia e Principe di Capua; cfr. Amari, Vespro Sicil., c. xx, p. 595