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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

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a cura di Federico Adamoli

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   « Dice 1' autore per mostrare quanto li è impossibile a dire sua visione, che uno punto che è delle 60 parti l'una d'una ora, gli è di maggiore oblivione, cioè dismenticanza, o maggiore impedimento che non saria stato XXV secoli a Nettuno a mirar l'ombra della nave. » Lo stesso ripetono, copiando, Ott. e An. Fior. - Petr. Dani.: « Dicendo quod in reminiscentia Deitatis unum punctum erat sibi majus lethargum, idest oppressio cerebri cum oblivione in sommo, nam ita lethargiam Isidorus definit, quam vigintiquin-que secula, idest dies, Neptuno Deo maris accidit ad mirandum umbram Argi, idest primse navis, in qua Iason cum sociis navigavit primo. » - Su per giù lo stesso dice pure il Cass. - Il Falso Bocc.: « Per queste parole tifa laltore una comperazione dasse anettuno idio delinare esecondo la poesia gli antichi poeti iscrissono chella prima maggor nave chandasse permare fecie arghus efuchiamata argos effu quella nave cheporto Ianson quando andò aquistare il-vello delloro cioè ilmontone doro. E dicie l'altore che quando questa nave entro anavichare per lalto mare che netunno chorse per maraviglia a vederla, eche netunno ghuardandola per ispazio di venticinque cientinaia danni non arebbono compreso in quella nave il suo essere quanto dicie laltore disemedesimo che compresegli ghuardando indio inunsolo punto equesto elleffetto di quelle parole. »- Benv. :« Hic autor excusat se ab ampliori deseriptione huius universalis formse sive idese; et dicit quod minimus punctus huius inducit sibi maximam oblivionem quam explicat per unam subtilem et artificiosam comparationem.... Nunc ad literam dicit autor: Un punto solo, idest, una minima particula rerum divina-rum, m'è maggior letargo, idest, infirmitas memorise; est enim le-targum, ut tradunt Hippocras, Galienus, Avicenna et alii physici, oppressio cerebri cum oblivione et continuo somno, quasi dicat: plus me sopit et smemorat, che venticinque secoli, ecc. » - Buti : « Non può l'animo pensare d'Iddio, ch'elli non goda largamente, e così parlandone; e questa mia visione, che io ebbi d'Iddio, sempre fe me allegro e di quello sapere mi vorrei arricordare; e però dice: Un punto solo, cioè di quella beatifica visione che io ebbi di Dio,... m'è maggior letargo, cioè maggiore dimenticagione è a me Dante e più noiosa, e più me ne duole, che venticinque seculi, ecc. -Serrav. : « Vult ostendere auctor et dicere, quod non plus vult se extendere in hac materia; quia quanto plus cogitaret et ymagina-retur, tanto fieret amplius immemor. » - Land. : « Il letargo, cioè l'oblivione d'un punto di tempo della sua visione, gli era più molesto, che non era a Nettuno patire oblivione della veduta d'Argo venticinque secoli. » - Tal. : « Dicit quod unum punctum plus dedit admirationis, et stuporis, et oblivionis, quam tot centenaria anno-