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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
Leone
d'uno de' segni celesti, ed è il quinto dello zodiaco: l'ar. \vi, 37: xxi, 14. - 5. Trasl. per Alterezza del proprio vigore: l'ar. vi, 108. -6.11 leone che si oppone all'uscita di Dante dalla >dva 'oscura, Inf. i, 44 e seg., il leo de siìva del profeta Geremia (v, 6), # secondo gli antichi ed il più dei moderni il simbolo della Mipn-bu. Bambgl.: « Superbia in forma di leone figuratta. » - An. Srlr. : «Venne un'altra fiera, cioè lo lione, e questo è assimilato a la superbia. » - Iac. Dant.: « La superbia la quale si ligiira e pone per lo leone. » - Lan.: « Superbia figura in Leone lo quale per sua fortezza signoreggia li altri animali. Or è così che sempre colui che si sente forte vuole superchiare e dominare li altri. » - Oli.: « Per lo Leone (s' intende) superbia. » - Petr. Dant.: « In quo vi-tium superbi® figurat. » - Cass.: « Superbia, sive ira sequela superbie. » - Bocc.: « Per lo leone (secondo la sentenza di tutti, par che si debba intendere) il vizio della superbia. »- Falso Bocc..: « La seconda (bestia) ileone per questa dei intendere lasuperbia. » -Benv.: « Per leonem figurat superbiam. » - Bali: « Moralmente intende l'autore per questo leone la superbia. » - An. Fior.: « Qui pone il Leone per la superbia. »- Serrav. : « Describit secundam bestiam, scilicet leonem, significantem superbiam. » - Burg.: « Moralmente mostra Dante, che tentato da questi tre vizi di lussuria, di superbia e di avarizia, lasciando la via di virtù, e per fragilità ritornando alla viziosa vita, ei si tristava e doleva. »- land.: « Questo leone è configurato pel secondo vitio, il quale possiamo chiamar superbia o per più comune vocabolo ambitione. » - Tal.: « Leo, scilicet superbia. » - Veli.: « Il secondo vitio configurato per il leone, è inteso per l'ambitione et superbia.» - Dan.: « Gli si fa incontro il Leone, che per la superba Ambitione si prende. » -Gelli: « Ponendo secondariamente, per lo appetito degli onori (il quale è tanto degno di lode ne gli uomini, quando egli è moderato quanto egli è degno di biasimo, quando egli trapassa il termine della ragione; perchè egli diventa vizio, ed è allora chiamato da noi ambizione, o veramente superbia) con grandissima considerazione, il leone. » - Cast.: « Dante per ispeziale grazia di Dio, avendo avuto un poco di riconoscenza, cominciò a discernere i vizii distintamente l'uno dall'altro, e conobbe lo 'mpedimento che gli davano ad andare alla beatitudine, non dimeno non gli di-piacque tanto la 'nvidia, nò gli parve di tanto impedimento, quanto la superbia e l'avarizia. » - Dol,: « Il leone è posto per la superbia. -Voi: « Per questo animale viene intesa dal Poeta n-st™ la superbia, e l'ambizione, o sia il desiderio degli onori, v - \'mt.: * K preso dal Poeta per simbolo della superbia, o ambizione, vizio più difficile a superarsi della Lussuria, da un uomo di spiriti -o le-