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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
1118 Leggeramente-Leggiadria
nel Par.) e 5 volte nel Par. (vi, 12; xv, 143; xx, 55; xxx, 123; xxxn, 55). Dante definisce, Mon. i, 14, 28: « Lex est regula direc-tiva vitse. » - 1. Legge naturale diconsi i Sentimenti ed i principii di giustizia, e di benevolenza, che Dio ha scolpiti nel cuore dell'uomo, e senza i quali la società andrebbe in fascio; Par. xxx, 123, cfr. Mon. in, 14, 11.-2. Legge divina dicesi Quella che è stata data da Dio mediante la rivelazione; Inf. i, 125. Purg. I, 89; li, 106. Par. xxxii, 55. Mon. ni, 14, 8. Secondo Dante ogni legge divina è contenuta nei libri del Vecchio e del Nuovo Testamento; Mon. ni, 14, 18 e seg. - 3. Legge umana dicesi Quella che è stata stabilita dagli uomini per la conservazione e l'ordine della società civile; Par. xx, 55, ecc. - 4. Umana legge, per Contegno, Modo, Costume, conforme a uomini ragionevoli; Purg. xxvi, 83.- 5. Legge è pure usato per II Digesto; Conv. iv, 24, 115.-6. Senza legge, per Miscredente, Sacrilego, Violatore d'ogni legge divina ed umana; Inf. xix, 83.-7. Porre legge, vale Fare una legge, Prescrivere; Inf. xiv, 21. Purg. xvi, 94. - 8. Bompere una legge, per Violarla, Trasgredirla; Purg. i, 46.
Leggeramente, Leggieramente, Leggieremen-te, Leggermente, Leggiermente, lat. leviter, Avv. da leggero e leggiero, Con leggerezza, Con prestezza; ed anche per Agevolmente, Con poca fatica, ecc., Inf. xvm, 70. Vit. N. ni, 10; ix, 11 ; xii, 70; xiii, 16; xix, 25.
Leggere, dal lat. legere, Scorrere con gli occhi ciò che è scritto o stampato, e scorrerlo con sapere il valor delle lettere, e ricavar le parole dalla loro tessitura, o tacitamente o pronunziandole. Voce adoperata nella Div. Coni. 18 volte, 8 nell'I»/, (v, 58, 127, 133, 138; x, 65; xiv, 17; xix, 85; xxii, 118), 4 nel Purg. (ni, 126; xxm, 32; xxvi, 85; xxix, 100), e 6 volte nel Par. (x, 137; xii, 123; xv, 50; xix, 72; xxvi, 18; xxix, 71). - 1. Nel signif. proprio, Inf. v, 58, 127, 133, 138; xiv, 17; xix, 85; xxii, 118. Purg. ni, 126. Par. xii, 123. Conv. il, 13, 11, 16, ecc. - 2. Nel signif. scolastico, per Insegnare nelle scuole; Par. xxvi, 18; xxix, 71.-3. E nello stesso senso, usato assolutam. Par. x, 137.-4. E per Manifestare, Rivelare, Dire, Indicare; Inf. x, 65. Purg. xxvi, 85.
Leggero, cfr. Leggiero.
Leggiadria, da leggiadro, Grazia, Bellezza che deriva dalla convenevolezza delle parti ben proporzionate e ben divisate l'una con l'altra e tutte insieme; Decenza e attitudine degli atti virtuosi; Par. xxxii, 109. Canz.: « Poscia ch'Amor del tutto m'ha lasciato; » v. 12. Canz.: « Morte, poi eh' io non truovo a cui mi doglia, » v. 35.