Stai consultando: 'Enciclopedia Dantesca Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L', Giovanni Andrea Scartazzini

   

Pagina (1126/1180)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (1126/1180)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   1116
   Lecere-Lega
   i3, 246; Fare scorrere la lingua sopra qualche cosa, Leggiermente fregare colla lingua; Inf. xvn, 75; xxx, 128. Purg. vili, 102.
   Lecere e Licere, dal lat. licere; 1. Esser lecito, conveniente. Non trovasi usato che nella pers. terza sing. dell'indicat., e il part. pass. Inf. xiii, 54; xxiii, 128. Purg. xvi, 34. Par. i, 55; xiii, 43. -2. Non lecere o licere, ad alcuno qualsiasi cosa, vale ancora non essergli possibile; Inf. xxix, 120.
   Ijecito e Licito, dal lat. licito, Part. pass, e Agg. Da lecere e licere, Che lece, Che è permesso; Inf. v, 56. Purg. vi, 118; vii, 41; xxvi, 128. Par. i, 55. Conv. iv, 11, 48, 70, 74. - Tomm., Diz. Sin., 802: «Quel eh'è lecito, si può fare, perchè la legge o altro comando o dettame noi vieta; quel eh'è permesso si può fare, perchè la legge o altra autorità lo concede. Quel eh'è lecito è indifferente in sè sinattanto che un comando legittimo non lo vieti; quel che è permesso, d'ordinario, era male, o pareva non si poter fare innanzi che un'autorità lo venisse, espressamente o indirettamente, a permettere. »
   Leila, gr. AvjSv], figlia di Testio, re d'Etolia, moglie di Tin-daro, re di Sparta, al quale partorì Timandra, Clitennestra e Fi-lonoe. Amata e sedotta da Giove, il quale prese la forma di un cigno, diede in luce due uova, dall'uno delle quali uscirono Elena e Polluce, dal secondo Castore e Clitennestra. Elena e Polluce si considerarono come figli di Giove, Castore e Clitennestra come figli di Tindaro. Cfr. Hom., II. ni, 426. Od. xi, 298 e seg. Eur., Hei.. 254, 1680. Herod., ii, 112. Ovid., Heroid. xvn, 55. Orat., Ars poet., 147. Sat., li, 1, 16. Alludendo alla favola, secondo la quale i Gemini sono Castore e Polluce, nati dall'uovo di Leda fecondata da Giove sotto la forma di cigno, Dante chiama la Costellazione dei Gemini il «bel nido di Leda;» Par. xxvii, 98.
   Lega, dal lat. ligure; 1. Unione, Combinazione in genere; Par. il, 139. - Lan.: « Cagione diversa spiegata in diversa costellazione fa diverso effetto, sì come appare del sole e degli altri pianeti quando mutano segno. » - Lomb. : « Adopera essa motrice intelligenza in ciascuno di que' preziosi corpi, in ciascuna stella, a cui quasi a darle vita si lega, varia virtù, dando a chi una influenza, ed a chi un' altra. »- 2. Unione intima di due o più metalli, o per semplice commistione, od anche per combinazione chimica, in cui i metalli associati confondono insieme le loro proprietà speciali, che rimangono nascoste in parte od in tutto, mentre il loro composto ne mostra di nuove, conservando sempre le comuni a tutti i metalli, come