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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
Lealtà-Leccare
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Lealtà, Fedeltà, Candidezza nel promettere ed osservare la parola; e più ampiamente Abito del vero fatto nei mondani ne
Leandro, gr. AéocvSpog, Giovane greco di Abido sullo stretto dell'Ellesponto, o dei Dardanelli, dalla parte dell'Asia. Per visitare la sua amante Ero, sacerdotessa di Venere a Sesto, sul medesimo stretto, ma dall'altra parte, attraversava ogni notte l'Ellesponto a nuoto, guidato dai lumi sulla torre di Sesto. In una notte tempestosa i lumi si spensero e Leandro peri nelle onde. La mattina seguente Ero vide sulle acque il cadavere dell'amante, e si precipitò disperata nel mare. La leggenda degli amori di Ero e Leandro fu cantata da Museo in un poemetto epico (Tà Ilpoj-/.ai AixvSpov, ed. Passow, Lips., 1810). Probabilmente Dante lesse la favola in Ovid., Heroid. xvii e Ep. xix, e vi allude Purg. xxvnr, 73.
Learco, gr. Asapx.cs, figlio di Atamante e di Ino, ucciso dal proprio padre divenuto furibondo per opera di Giunone; Inf. xxx, 10. Cfr. Hom., Od. v, 333. Apollod., i, 9, 1, 2. Ovid., Met. iv, 41g-5u2.
Lebbre, forma antica per Lebbra, dal lat. lepra, Genere di malattia cronica, cutanea, caratterizzata da pustule verrucule o a foggia di porri, accompagnate da prurito, dure, spesse, squaminole, aride e sparse sulla faccia e su tutto il corpo. Questa malattia menzionata per la prima volta da Moisè, e descritta con diligenza più di tremila anni dopo da Alpino, disparve intieramente dalla superficie di que' paesi assoggettati alle regole di sanità volute dall'esperienza illuminata, ed eseguite con la energia del sistema amministrativo moderno. Essa regna ancora nell'Oriente, e specialmente nell'Egitto (del quale alcuni autori pretendono che sia indigena), nella Siria, nella Barberia, e anche in qualche paese dell'America settentrionale; Inf. xxvil, 95, nel qual luogo è da leggere coi più della lebbre, non già delle lebbre, come malamente leggono la Cr. e i suoi seguaci. Cfr. Blanc, Versuch, i, 249. Nanntcci, Voci, 59 e seg. Nomi, 54-58. Monti, Proposta, III, i, p. 24.
Lebbroso e Lebroso, dal lat. leprosus, Infetto di lebbra: Inf. xx ix, 124.
Leccare, dal gr. Xs£xstv, onde il liecare che occorre in par. cebi dialetti, prov. liquar, licitar, lechar, frane. Iccher. Secondo alcuni deriverebbe dal ted. ant. lecchón, ted. mod. ìccken ; cfr. Die/, U '