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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

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a cura di Federico Adamoli

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   Lavorare • Lazzari
   11 !
   iv, 126. Purg. xvil, 37. Par. ti, 3. Man. n, 3, 84. Cfr Vino I«„ vi, 764; vii, 72; xi, 477 e seg.; xii, 605 e seg.
   Lavorare, dal lat. laborare, Operare manualmente, o in altro modo, Esercitarsi, Attendere ad un lavoro; Inf. xiii, 1 ,0.
   Lavoro, dal lat. labor: 1. Opera fatta, o che si fa, o da farsi, e materiale e spirituale; Inf. xxix, 90. Purg. xxi, 11'2. Pur. i, 13;
   V, 33; XXXI, 9.-2. Il gran lavoro, Purg. xìi, 31,'è l'edificio della torre di Babilonia; cfr. Genes. xi, 1 e seg.-3. L'alto lavoro, Var. Vi, 24, è l'opera del riordinamento delle leggi.
   Lazio, lat. Latium, Antica contrada d'Italia all'oriente del Tevere, abitata dagli Aborigeni, dai Pelasgi, dai Tirreni, dagli Arcadi, ecc. Gli antichi distinguevano l'antico Lazio dal nuovo: quello occupava la porzione della Campagna di Roma, che trovasi dal Tevere al Capo Circelli; questo estendevasi sino al Volturno, e conteneva gli Arunci, gli Ernici, gli Equi, i Volsci, i Ruttili e gli Ausoni, tutti compresi sotto il nome comune di latini. L'antico Lazio ebbe per capitale prima Laurento, poi Lavinio, indi Alba, ed alla fine Roma. Nel linguaggio delle scuole, La lingua del Lazio. Gli scrittori del Lazio, I Latini, segnatamente de'secoli ripetuti migliori; Vulg. El. i, 10, 49; i, 14, 4; I, 16, 43.
   Lazzari; «La famiglia dei Lazzari fu dell'ordine magnatizio in Pistoia; e al principiare del secolo XIII la vediamo in gran potenza, essendo messer Lazzaro seduto Consolo dei militi nel 1204 e 1205. Principale tra quelle della guelfa fazione, esercitò grandissimo predominio sempre che questa parte ebbe il disopra; e nelle istorie pistoiesi spesso trovansi i nomi di Lanfranco e di Rusti-cliello figli di messer Lazzaro per le onorevoli ambascerie che vennero loro affidate. Ugolino di Rustichello venne più tardi, nel 12ou. mandato a Bologna e ad altre città guelfe d'Italia a chiedere alleanze ed aiuti per resistere alle soldatesche di Manfredi di Svena, che unitesi alle ghibelline di Siena minacciavano di esterminio la parte guelfa in Toscana, ed egli riuscì a collegare coi suo altri non pochi Comuni. Ma essendo volte al peggio le cose dei (iuelfi, convenne a lui ed a tutti della sua casa di partire per l'esilio e di vedersi ardere e adeguare al suolo le torri e le case della citta e del contado; danni dei quali i Lazzari furono a spese del pubblico erario ristorati nel 1274, quando si fece una pace momentanea. Neirli orrendi fatti del 1300, quando per le inimicizie private dei Cancellieri nacquero la fazione bianca e la nera, trovaci mescolato il nome di un messer Vanni di Fuccio; il quale era uno dei più mi-