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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
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delle Opere) ; Oudin, Comment. de Scriptoribus Ecclesice, Lips., 1722, i, 1581-1596. Dante lo nomina insieme con altri teologi e filosofi, Par. x, 131.
Isifile, lat. Ilysipyle, gr. TiJhtojXt), e T^uóXsia, figlia del re Toanto, regina di Lemno dopo l'uccisione dei maschi. Fu sedotta da Giasone, duce degli Argonauti, che la rese madre di Toante ed Euneo, i quali ella allevò vivendo in mezzo ai boschi. Presa da corsari, fu venduta a Licurgo re di Nemea, il quale le diede a nutrire e custodire il suo figliuolo Ofelte. Avendo lasciato il bambino sull'erba per mostrare una fontana ad Adrasto, Ofelte fu morso ed ucciso da un serpente, onde Licurgo condannò Isifile a morte. Allorché si stava per eseguire la sentenza arrivarono Toante ed Euneo, riconobbero la madre, la liberarono combattendo e la ricondussero a Lemno, dove visse felicemente il resto dei suoi giorni. Cfr. Hom., IL vi, 461; vii, 469. Ovid., Metam. xiii, 399. È ricordata Inf. xviii, 92. Conv. ni, 11, 123. Si parla pure di lei, senza nominarla, Purg. xxii, 112; xxvi, 95.
Ismene, gr. 'Iaix^vvj, figliuola di Edipo e di Giocasta, sorella di Antigone, Eteocle e Polinice; cfr. Apollod., iii, 5, 8. Dante la chiama trista, Purg. xxii, 111, perchè sulla infelice pendeva terribile il fato, che ne perseguitò ed estinse tutta quanta la famiglia. Promessa in isposa a Cirreo, questi fu ucciso prima che il matrimonio si celebrasse. Vide la rovina della propria famiglia, e finalmente fu condannata a morte da Creonte, insieme con la sorella Antigone, per aver dato sepoltura al corpo di Polinice. Cfr. Stat., Theb. xii, 349 e seg.
Ismeno, gr. 'IqiYjvioc, Fiume della Beozia che scorreva presso Tebe, denominato da Ismeno figlio di Apollo e di Melia; Purg. xviii, 91.
Ismorto, lo stesso che Smorto; Purg. ix,41 var. Cfr. Smorto.
Isola, dal lat. insula, Paese o Territorio racchiuso d'ognintorno da acqua; Inf. xvnr, 88; xxvi, 104; xxvm, 82. Par. xix, 131. Cfr. Cipri, Maiolica, Lenno.
Isola del fnoco, la Sicilia, così chiamata dal suo vulcano; Par. xix, 131.- Lan.: « Questa si è Cicilia, ed è appellata del fuoco per lo monte Vulcano. » - Buti : « Sicilia è detta isula di fuoco per Mongibello, che soleva gittare fuoco. »
Isola de' Sardi, è la Sardegna, o Sardigna; Inf. xxvi, 104. Cfr. Sardi, Sardigna.