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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
Isara-Iscritto
1081
Vecchio Testamento. Dante lo cita più volte; Par. xxv, 01 fW iv, 5, 31; iv, 21, 82. Mon, n, 18, 30; in, 1, 17.
¦ «ara, gr. Iaap, oggi Isère, Fiume delle Gallio che nasce nelle Alpi Graie e si getta nel Rodano al disopra di Valenza: cfr. For-biger, Alte Geogr. in2, 90. Ricordata Par. vi, 59.
Imbandito, lezione di alcuni testi nel luogo Par. vii, 37 ; lo stesso che Sbandito; cfr. Sbandire.
Isbarro, falsa lez. Purg. xxxm, 42, dove è da leggere Siìakho (cfr. questa voce).
Isbnit'are, Inf. xvm, 104, cfr. Sbuffare.
Isceda, lo stesso che Sceda, dal lat. scheda, e questo forse dal gr. oxsSdw, o atts§ec£a>, BeflPa, Scherno, Bullonata; Par. xxix, 115. Lan., Ott., Petr. Dant., Cass., Falso Bocc., An. Fior., ecc., non danno veruna interpretazione, probabilmente perchè nel Trecento la voce era comunemente intesa. - Benv. : « Con iscede, idest truffis. » -Buti: « Detti beffevili, che strazieggiano e contrafanno le parole altrui: sceda è la prima scrittura, e sceda è la simulazione e con-trafacimento, quando l'omo strazieggiando contrafà altrui. »-Serrav. : « Cum scedis, idest scelleratis et lascivis sermonibus, et verbis scur-rilibus. » - Borghini: « Cose scipite, e che direm noi oggi lezii e svenevolezze; e certe piacevolezze fredde e fastidiose, se piacevolezze si posson chiamare queste tali, ma come si credon coloro ch'elle sieno, e que'che i Latini direbbono freddo. »- Fanf.« Sceda, si adopra anche per lazzi, smorfie: Quante scede mi fai? Che scede sono coteste? Ed è voce antichissima rimasta nell'uso.»
Iscegliere, Lo stesso che. Scegliere; Purg. xxviii, 41. Cfr. Scegliere.
Iscoglio, Scoglio; Inf. xxi, 107 var. Cfr. Scoglio.
Iscorta, Scorta; Purg. iv, 125; xxxm, 107. Cfr. scorta.
Iscritto, Scritto, premessa, come in tante altre voci, la 7 per togliere lo scontro della consonante in cui termina la voce che gli precede. Nel luogo Purg. il, 44, molti codd., anzi i più, ed il più delle ediz. hanno: Tal, che parea beato per iscritto, che comunemente si spiega: Tale, che pareva avere scritto in viso la beatitudine. Ma alla buon'ora, quell'angelo, pareva soltanto .1) avere scritto la beatitudine in viso, o Yaveva veramente scritta ? Se era un angiolo di Dio, sembra che il parere qui non c'entri. Altri, con