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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

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a cura di Federico Adamoli

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   Irrazionale -Isaia
   di quel che vuole sia inteso. Non solo il sentimento è altro dalle parole, come nell'allegoria, ma contrario; non però sì che non si voglia che o a chi si parla, o altri che ascolta o legge, intenda le parole al rovescio di quello che suonano. Nel suo massimo Poema Dante fa sovente uso dell'ironia, specialmente quando rivolge la parola a Firenze, Inf. xxvi, 1 e seg. Purg. vi, 127 e seg., o quando di essa parla, Purg. xii, 102. - Vi sono varie specie d'ironia: 1. Aggrava la riprensione, l'eccettuare dal numero de'ripresi la persona o la cosa più riprensibile; Inf. xxi, 41 ; xxix, 125 e seg. - 2. Ironia di più strazio è rammentare il bene per esacerbare il sentimento del male; Inf. xxi, 48 e seg.-3. Ancora più fina ironia quando il parlante rammenta i proprii vantaggi nell'usarli aspramente; Inf. xxvu, 123.-4. Brutto ed indecente parlare ironico, Inf. xxx, 106 e seg. - 5. Anche il linguaggio degli occhi e della faccia, 1' attitudine della persona, può denotare ed esprimere l'ironia, farsi esso stesso ironia; Inf. xxi, 137 e seg.
   Irrazionale, dal lat. irrationaìis, Fuori d'ordine, Non conforme alla sana ragione; Conv. li, 1, 54, 80.
   Irrepngnabile, dal lat. in e repugnare, A cui non si può ripugnare, o non si deve; Conv. IV, 4, 51.
   Irretire, dal lat. irretire, Pigliar con rete; e per Inviluppare, Imbrogliare ; Par. i, 96. - Buti : « Irretito, cioè preso et impacciato io Dante, come è presa et impacciata la fiera dentro alla rete, o l'uccello.»
   Irreverente e Irriverente, dal lat. irreverens, Non riverente ; Conv. iv, 8, 25, 72, 75 e seg., 88, 98.
   Irreverenza e Irriverenza, dal lat. irriverenza, Mancamento di riverenza, Il negare con segno manifesto la debita soggezione, o venerazione; Conv. iv, 8, 11, 77, 102.
   Isacco, ebr. prià,,(— schernitore, cfr. Genes. xvn, 17,19; xviii,
   > T i •
   12 e seg.; xxi, 6; xxvi, 8) e raramente pnt^1 (da pn^ = ridere),
   gr. 'Iaaobt, lat. Isaac, Figliuolo di Abraamo e di Sara, erede delle promesse fatte da Dio ad Abraamo, padre di Giacopo il patriarca, detto pure Israele; cfr. Genes. xxr-xxvill. Ricordato Inf. iv, 59.
   Tsaia, lat. Isaias, ebr. lìT^tt^ (= la Salute del Signore), gr.
   T : - :
   'Haatag, uno dei principali profeti giudei, figliuolo di Amos, predicò dal 759 al 699 a. C., autore del primo dei libri profetici del