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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

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a cura di Federico Adamoli

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   cere comecchessia. Buti (i, 216 e seg.): «Ira è appetito di vendetta, e Cassiodoro dice: Ira è movimento non concitato a dar pena provocante. E il Filosofo dice: Ira è appetito di dolore al suo contrario per apparente esaminazione; cioè desidera l'iroso di dar pena al suo contrario, perchè n'ha dato a lui, e dice per l'apparente esaminazione, perchè li pare ben giudicare; onde santo Agostino: Nulli irascenti ira sua videtur iniusta unde cito redeundum est ab omni indignatione ad mansuetudinis lenitatem : nam pertinax motus facile in eius odium transit, cui non celeriter ignoscitur. Ora è da vedere delle specie dell'ira che sono principalmente due: cioè ira per zelo, et ira per vizio. Ira per zelo è quella che viene per amore, che l'uomo ha alla virtù, di questa disse San Paolo (ad Ephes. iv, 26) : Irascimini et nolite peccare. Ira per vizio, secondo che dice santo Agostino nei sermoni (lviii), è desiderio e piacere di vendetta, ovvero di vendicarsi; e questa ira, innanzi la deliberazione, è peccato veniale; ma con deliberazione, è peccato mortale. Puote ancora questa ira essere invecchiata, et allora si chiama odio. Altrimenti si può dividere l'ira; imperò che alcuna è pur nel cuore, alcuna procede da villania di bocca o generale, o speciale, ed alcuna procede ad offensione del prossimo. »-Concernente la distinzione delle due ire, mala e non peccaminosa, Thom. Aq., Sum. th. II, il, 158, 1-3: « Potest malum in ira inveniri, quando scilicet aliquis irascitur plus, vel minus, praeter rationem rectam. Si autem aliquis irascitur secundum rationem rectam, tum irasci est laudabile.... Ira non semper est mala.... Hasc ira est bona, quae dicitur ira per ze-lum.... Curandum summopere est ne ira, quae ut instrumentum vir-tutis assumitur, menti dominetur; ne quasi domina prseeat, sed ve-lut ancilla ad obsequium parata a rationis tergo numquam recedat.... Si aliquis appetit quod secundum ordinem rationis fiat vindicta, est laudabilis irae appetitus. »
   Nella Div. Coni, la voce Ira è adoperata 28 volte, 18 nell'/w/. (ili, 26, 122; vii, 116; vili, 24; ix, 33; xr, 74; xn, 15,33, 49, 72; xix, 119; xxiii, 16, 146; xxiv, 69; xxvi, 57; xxx, 133; xxxi, 72; xxxii, 51), 7 nel Purg. (v, 77; xv, 106; xvn, 36, 69; xx, 96, 110: xxxii, 157) e soltanto tre volte nel Par. (iv, 14; vi, 90; xxxii, 69). Sono da notarsi: 1. Avere in ira alcuno, vale Odiarlo, Portargli odio; Inf. xi, 74. Purg. v, 77.-2. Levar dall'ira, Togliere, Liberare, dall'ira.-3. Ira mala, per Ira peccaminosa, a distinzione della virtuosa; Purg. xvn, 69.-4. Ira, figur., per La persona adirata; Inf. xii, 33.
   Iracondia, dal lat. iracundia, Abito dell'adirarsi; Purg. xvi, 24.