Stai consultando: 'Enciclopedia Dantesca Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L', Giovanni Andrea Scartazzini

   

Pagina (1087/1180)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (1087/1180)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   Ippolito - Ira
   1077
   medicale, ma non è facile decidere quali siano autentici e quali 110; cfr. Ilberg, Studia pseudippocratca, Lips., 1883. Dante lo pone tra i filosofi nel Limbo, Inf. iv, 144, e lo ricorda come medico sommo, Purg. xxix, 137. Conv. i, 8, 25.
   Ippolito, lat. Hippoìytus, gr. 'ImtóXuxog, figlio di Teseo e di Antiope regina delle Amazoni. Accusato falsamente da Fedra sua matrigna (cfr., Cic., Off. i, 10; in, 25), Teseo lo maledisse, pregando Poseidone suo padre di farlo perire. Ippolito, arrivato fuggitivo alla riva del mare, Poseidone fece uscire dalle acque un bue marino che spaventò i cavalli del giovane, i quali lo trascinarono in mezzo agli scogli, ove l'infelice perdette la vita. Scopertasi la sua innocenza Fedra si uccise ed Esculapio fece rivivere Ippolito, il quale sotto il nome di Yirbio visse poi con Diana nelle foreste di Egeria presso Aricia; OviD., Metani, xv, 497-546. Dante paragona la sua fuga da Firenze a quella di Ippolito da Atene, Par. xvn, 46.-Zaw.: « Sì come Ippolito si partì d'Atene perchè non volle osservare la seduzione della sua matrigna, così tu Dante perchè non vorrai consentire alli barattatori del tuo Comune, sarai fatto esule di Fiorenza, e dopo molta briga tu vedrai tal vendetta de'tuoi nemici, che serai restituito in le tue ragioni e stato. » Così pure Ott. ed An. Fior. - Benv.: « Nota quomodo comparatio est propriissima ad propositum: sicut enim Hippoìytus innocens et honestus fuit pulsus de nobilissima patria sua ci vitate Athenarum, et missus ad tormenta, quia noluit consentire luxurios® voluntati noverca? sua-Phaedrse; ita autor justus et insons fuit pulsus fiorentissima «vitate Fiorenti® patria sua, nolens consentire libidinosa; voluntati Fiorenti®, quam reperit novercam et non matrem, et missus est ad incommoda magna. »- Buti: « Finge l'autore che messer Caccia-guida dica a lui : Così converrà partirsi a lui de la sua città, per non volere consentire a le inique cose, che volevano fare li neri in Fiorenza contra la parte bianca. Dante arebbe voluto che tutti li cittadini di Fiorenza fussono stati in amore et in pace ne la citta, e li neri volevano tiranneggiare e signoreggiare la citta: e perchè Dante non volse consentire a ciò, se ne uscitte fuora insieme co la parte bianca.»
   Ippomelie, lat. Ilippomenes, Principe greco che vinse con astuzia Atalanta nel corso, la ebbe in isposa, e fu poi trasformato in leone, Atalanta in leonessa; Ovid., Metani, x, 500-789. l'ante accenna alla favola, Mon. li, 8, 59.
   Ira, dal lat. ira, Movimento disordinato dell'anima, onde l' uomo è violentemente eccitato contro chi l'offende, o gli ha fatto di-pia-