Stai consultando: 'Enciclopedia Dantesca Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L', Giovanni Andrea Scartazzini

   

Pagina (1085/1180)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (1085/1180)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   1075
   Iole e se ne invaghì a segno, da volerla fare sua moglie. Ma Dcia-nira, giada anni moglie di Ercole, presa da immensa gelosia, mandò ad Ercole la camicia fatata di Nesso, la quale fu la morte di Ercole. Deianira si uccise per disperazione e Iole andò sposa ad Ilo, figliuolo di Ercole; cfr. Ovid., Metam. ix, 184-238. Heroid. ix, 5 e seggiole è ricordata Par. ix, 102.
   Jordan, Iosac, cfr. Giordano, Giosuè; e così pure per altre voci che qui non si trovano, come Iocasta, Ioseito, ecc., cfr. Uio-casta, Gioseppo, ecc.
   Iosaffà, Iosa fa. losafat, ebr. DStthlT (= Il Signore è
   t r :
   la mia giustizia), propriam. Nome di un re di Giuda, figlio di Asa (III Reg. xxii, 41-51). Dalla sua vittoria, riportata sopra gli Ammoniti, Moabiti ed altri (li Paralip. xx, 1-26), fu chiamata dal suo nome una valle presso Gerusalemme, dove si credeva che alla fine dei secoli sarebbe tenuto il giudizio universale, credenza fondata sopra le parole del profeta Gioele (m, 2, 12) : « Congregabo omnes Gentes, et deducam eas in vallem Iosaphat.... Consurgant, et ascendant Gentes in vallem Iosaphat: quia ibi sedebo ut iudi-cem omnes gentes in circuitu. » Dante sembra attenersi a questa credenza, che nel medio evo era universale; Inf. x, 11. Alcuni però interpretavano allegoricamente; Elucid., 75: « Erit judicium in valle Iosaphat? Yallis Iosaphat dicitur vallis judicii. Vallis est seni-per juxta montem. Vallis est hic mundus, rnons est ccelum. In vallo ergo fit judicium, idest, in isto mundo, scilicet in isto aere ubi justi ad dexteram Christi ut oves statuentur, impii autem ut lin di ad sinistram ponentur. » Cfr. Tuom. Aq., Sum. iheol. nj. Suppl., qu. 88, art. 4 e qu. 90, art. 3. Non si può dire con certezza se Dante intendesse alla lettera o allegoricamente. - Bambgl. tace. -An. Selv.: « Dicono i dottori, che, quando a Dio piacerà, tutte le genti del mondo morranno, e poscia che fiano morti, tutti risusciteranno, e prenderanno quei medesimi corpi ch'aviano in questo mondo, e tutti saranno in una valle chiamata Iosafà, e ivi verrà Domeneddio con tutti e dodici gli apostoli, e angeli; e ogni gente sarà sentenziata secondo quello che avrà fatto in perpetuo, o bene o male. » - Petr. Dant. : « Quse vallis prò judieio Dei aceipitur, quod erit in aere, non in illa valle rnontis Oliveti. » - Porr.: « Della valle di Iosaffà, nella qual si legge che al dì del giudicio, tutti quivi, giusti e peccatori, rivestiti de'corpi nostri, ci raguneremo a udire l'ultima sentenza; e di quindi i giusti insieme con Ce>ù Cristo se ne saliranno in cielo, e i dannati discenderanno in inferno; e chiamasi quella valle di Iosaifa, poco fuori di Gerusalem,