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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

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a cura di Federico Adamoli

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   Inventh o-Inventrare
   io»; 7
   sia loro cagione di commendarle; siccome all'opposto è nell'anime ree l'invidia cagione sempre di biasimare. » - Biag.: « 1nvk<ìuiai;i: questa voce è la stessa che invidiare, e l'usa il Poeta in senso di lodare, o celebrare. » - Vacca, Parenti, ed altri, vogliono che si legga inneggiar; ma la quasi unanimità degli antichi sembra decisiva.
   Inventivo, Che ha la facoltà d'inventare, di trovar nelle cose il nuovo o il recondito; Conv. ili, 2, 97.
   Inventrare, dal latino in e venter, Neut. pass. Internarsi: Par. xxi, 84, nel qual luogo iiimiientro dei codd. può leggersi m'inuentro, od anche m'innentro, come leggono alcuni, mentre il iiiìiientro di qualche cod. non doveva leggersi mi neutro come taluno fece, ma m'inuentro oppure m'innentro; cfr. Barlow, Contrib., 498 e seg. Com. Lips. in, 571 e seg. - Lan.: « Questo innentro si è verbo informativo, e tanto significa come son v' entro. » - Lo stesso ripetono alla lettera Oli. e An. Fior. -Petr. Dant., Cass., Falso Bocc., ecc., taciono. » - Benv.: «In ch'io m' inventro, idest, in cuius lucis ventre ego claudor; et est verbum tractum de nomine. » - Buti: « mi v'entro, cioè entro in quella divina luce che di nuovo discende. » - Serrav.: « In quam ego in-trando transparo. » - Land.: « Ond' io mi riventro, cioè, il perche io entro dentro a essa luce divina. » - Tal. tira via. - Veli. : « On-d'io m'inventro, di che io m'includo, et inserro. »- Dan. : « Oxd'io, della quale io m'inventro, cioè nel ventre et corpo della quale io son chiuso. » - Voi. : « Incentrarsi, per Internarsi, o Star chiuso, come in ventre. »- Vent. :« Nel di cui ventre io sto racchiuso e come involto. » - Biag.: « Nel ventre, cioè nel seno, o sia nell'interno della quale io mi chiudo. » - Betti: « Di cui io formo il nuovo ventre, cioè il chiostro al mio spirito, il mio splendido ammanto. » -Ces. : « Penetrando per questa luce del pianeta, nel cui ventre son io. » - Tom.: « Nel cui ventre io son chiuso. » - La Cr. 1595: « Inventro, Questo verbo [non] crediam possa derivar da venire, ina ben più tosto da entro; e vuol dire Internarsi. » - Pnaz:ini: « Vo-luerunt nimirum hujusce verbi metaphoram expolire, quasi invenusta sit a ventre desunta. Sed contra sentiunt veteres et recentiores interpretes, quos videre potuimus; et, quod caput est, Oaiites ipse, qui non dixit inentro; quod profecto dixisset, si id voluisset di-cere, quod illi contendunt. Putasne Poetam tam liabetem, cui non occurrerit, dici posse inentrarsi, vel id ab inventrarsi diferre ? Novata quidem sunt hsec verba, sed qusc tamen a lingua' consuetudine non multum abhorrent; si enim dicimus m'inoltro, cur non