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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

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a cura di Federico Adamoli

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   Iutermiuelli
   gli adulatori, Inf. xvm, 122; cfr. Alessio. -« Illustre ed antichissima è questa celebre casa, le di cui memorie si fanno dai genealogisti risalire al secolo X. Certo è che in Lucca ebbe l'onore del Consolato nella persona di Antelmino nel 1173 o di Borcaino di Antelmiuello nel 1188.
   « Se Dante avesse indovinato Castruccio, gli avrebbe di sicuro assegnato distinta pagina nella Div. Coni. Castruccio nato di Geri di Castracane di Ruggiero degli Antelminelli, fu ai giorni suoi principe della fazione ghibellina in Toscana. Suo padre, discendente da antenati fidi alla parte imperiale, fu capo di parte bianca nella città di Lucca; ma ne restò soccombente, perchè gli Obizzi suoi nemici riuscirono a trionfare di lui ed a cacciare tutta la famiglia dalla città. Non voglio io già tessere la vita di Castruccio, che dopo di essere asceso al dominio della sua patria, aggiunse a poco a poco ai suoi Stati e Pisa, e Volterra e Pistoia, sulle quali città ebbe titolo ducale da Lodovico il Bavaro, perchè delle sue azioni ne sono piene le istorie. Solo vuo'rammentare che, lui morto nel colmo della sua gloria nel 1328, Lodovico imperatore con nera ingratitudine spogliò del ducato i suoi tre figli, Arrigo, Valeriano e Giovanni, abbencliè il primo fosse stato dal padre associato al potere fino dal 1325. I quali, mal tollerando la perfidia di Cesare, tentarono di ripigliarsi il dominio colle armi alla mano, da che ne venne gran commozione nella città di Lucca. Il Bavaro andatovi per ritornarvi la calma, vendè il vicariato della città a Francesco fratello di Castruccio; da cui per altro fu per poco tempo goduto. Da quest'epoca al 1342 furono continui i tentativi degli Antelminelli per tornare al dominio; ma ebbero costantemente esito infelicissimo e ad essi funesto, tanto più che tra lo zio ed i nipoti regnava un odio implacabile. Infatti Francesco fu ucciso a tradimento dai nipoti nel 1355; nel qual anno fu pure decapitato dai Lucchesi Aitino figlio naturale di Castruccio, che avea ribellata la terra di Monteggiori. Per questi fatti Arrigo e Valeriano ripresero con nuovo ardore a far guerra alla patria, fatti forti dagli aiuti dati loro dai Visconti di Milano; ma la fortuna arrise ai Lucchesi, e talmente, che Valeriano perì spento di veleno, ed Arrigo fu decapitato in Bologna per sospetto di essere andato in quella città a tentarvi congiura per sottoporla ai Visconti. Cessò la guerra nel 1357, quando a preghiera del signor di Milano, i Pisani che dominavano in Lucca resero i beni agli Antelminelli, e tutti cassarono i bandi che contro di essi erano stati proferiti. Poco per altro durò l'accordo, e nel 1369 Ode-rigo figlio di Francesco ed Orlando figlio di Valeriano erano nuovamente in armi, e sostennero per due anni, con alterna vicenda, una guerra disperata contro il comune di Lucca. S'interpose Gre-