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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
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dersi nel luogo Purg. xv, 73, dove significa probabilmente Amarsi, come spiegano alcuni. - Lan.: « Lo valore infinito e grazioso di Dio illumina le anime che sono in Paradiso, e cotante quante elle sono più, tanto cresce quella luce e gloria. » - Ott. ripete lo stesso. Petr. Dant., Cass., Falso Bocc., An. Fior., ecc., non danno veruna interpretazione. - Benv. : « Intenditur et multiplicatur in coelo, vel intel-ligunt se invicem. » - Buti: « S'attende, cioè si vede. »- Serrav. : « Et quanto plures gentes hic supra incenduntur, plus ibi est ad bene amandum, et plus ibi amantur. » - Land.: « Non mi unisce la gloria nell'anime in cielo per esservene più, ma cresce. »- Veli. : «Aspira a quel bene di lassù. » - Dan.: « Quanta più gente è in cielo, tanto più v' è da bene amare, et più vi si ama. » - Lomb.: « Si conosce.» - Biag.: « E intesa, o intenta. » - Betti: « Intendersi per attendersi. E quanta gente più s'intende lassù, cioè a quel-l'infinito ed ineffabil bene che è lassù. Così il Petrarca: Il buon re sicilian, che in alto intese, Sì lunge vide e fu veramente Argo. Ed è maniera latina. » - Ces.: « Quanti più beati tu immagini, e poni lassù. » - Tom. : « S'intende, ama. » - Br. B. : « Su nell' Empireo si conosce per mutua riflessione d'uno in altro del lume di Dio che gì' investe. » - Frat. : « È intenta nella visione di Dio. » - Andr. : « Quanti più sono quelli che lassù nel cielo amano. » - Gorn. : « Quanti più sono i beati tanto più vedesi moltiplicata la divina bontà, e però accresciuto l'oggetto dell' amore. » - Poi. (seguendo il Giul.): « Quanti più sono i comprensori che in Dio tengono l'occhio fisso, lo veggono, s'appuntano in quel Bene, amano. Paiono espressioni disformi; ma invece, in sostanza, bellamente convengono insieme, perchè la visione di Dio non è altro che amore e beatitudine. » - Di Intendersi per Amarsi cfr. Nannuc., Voci e Locuz. prov., 94. - Fanf., Studi, 212 e seg.: «In questo canto si parla a lungo dell' amore de' beati, ed il concetto che domina in tutto il ragionamento è questo : che, dove l'amore del mondo non patisce compagnia, quello di lassù è sì fatto che quanti più sono coloro che si amano l'un l'altro, e più c'è da bene amare. Però non solo confermo che V intendersi sta qui per amarsi, ma dico non esserci via di intenderlo altrimenti, perchè il secondo inciso di questo mein-bretto Più v'e da bene amare è prova provata che nell'inciso primo il quanta gente più lassù s'intende non può altro importare che quanti più sono coloro che si amano, essendo questo un parlare, dove il secondo termine della frase ripete l'altro moltiplicandolo: Quanto più si fa, più c'è da fare. » Ed altrove, p. 195 e seg.: « E tanto comune appresso gli antichi, e nostri e provenzali, la voce Intendersi per Essere innamorato ; e Intendenza o Intendimento per Amore o per la Cosa amata: e tanto è bella, vera e semplice