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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

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a cura di Federico Adamoli

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   vinti nemici, toccò la pena del confine in contado ai figli di Mangia, di Donato e di Mazza. Tra i ghibellini che segnarono la pace del 1280 van nominati Uberto di Giandonato, Neri di Mazza, Tellino di Sen-zanome, Tuccio di Donato, Guiduccio di Mangia e Bindo Perota, tutti degl'Infangati, mentre la segnava pei guelfi messer Banchello di Lapo. - Dichiarati dei grandi nel 1282, non furono peraltro esclusi dalle Magistrature; e nei regesti dei priori leggiamo i nomi di Ca-tellino di Aldobrandino riseduto nel 1293, 1314 e 1315, e di Migliore suo fratello che la stessa dignità conseguì nel 1295. Essi erano del lato guelfo, perchè il ghibellino era stato escluso nel 1293, e poi di nuovo nella riforma del 1311. Dal lato guelfo era pure Banchello che tanto valore spiegò alla battaglia di Montecatini nel 1315, e Ca-naffo suo figlio che pure si segnalò a quella dell'Altopascio nel 1325. Ma era dell'altra linea quell'Uberto di Ubaldino che venne tratto a qualche Magistratura nel 1346; di che ne ebbe pena di lire 500 nell'anno appresso, perchè appunto avea prestato il giuramento richiesto dagli statuti, abbenchè discendesse da ghibellini. Bensì conviene ritenere che apparentemente potesse giustificarsi e aver grazia, perciocché nel 1348 risiedè tra i Priori. Ammonito, e in perpetuo, nel 1359, tanto ne arse di sdegno da rendersi reo di congiura per dar la patria in potestà dei Visconti; il qual delitto gli fruttò bando di ribellione, colla confisca dei beni e la taglia sopra il suo capo, avendo potuto con la fuga involarsi al patibolo. D'allora in poi fu la famiglia esclusa dalle magistrature, finché dopo quasi un secolo non ne fu loro dischiusa nuovamente la via per opera di Cosimo dei Medici. Ma gl'Infangati eransi ridotti poveri e oscuri: laonde di essi nuli'altro resta a narrarsi, se non dell'onore del Priorato che ottonne Cambio di Antonio nel 1518; e della estinzione della casata per la morte di Aldobrandino d'Ignazio avvenuta nel 1660, il 29 di ottobre. » Lord Vernon, Inf., voi. ii, p. 507 e seg.
   Infante, dal lat. infans, infantis, Bambino che ancora non parla; Inf. iv, 30. Par. xxxiii, 107.
   Infelice, dal lat. infelix, Non felice, Misero; Vit. X. xxxvi, 9 e seg. Cfr. Inf. i, 51. Purg. x, 82, ecc.
   Infermità e Infermitade, dal lat. infirmila*, Malattia, Morbo, Malore; Vit. N. xxiii, 2, 58, 80.
   Infermo, dal lat. infirmus, Di non ferma salute. Che ha nella persona o in parte di quella una debolezza più o meno morbosa e abituale, la quale però non è forte nè minacciosa come la malattia. 1. Nel signif. propr. Inf. xxix, 59. Purg. x, 122.-2. Figuratam.