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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
Inconerare-Iucenso
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eccessivo; Purg. xxvn, 51. - 5. Incendi chiama Dante gli spiriti beati, i quali (secondo la promessa: « Qui autem docti fuerint, ful-gebunt quasi splendor firmamenti; et qui ad iustitiam erudiunt multos, quasi stellae in perpetuas asternitates ; » Daniel, xil, 3) risplendono come altrettanti fuochi; Par. xix, 100; xxv, 80. - G. E incendi sono pur detti gli splendori di essi spiriti beati ; Par. xxviii, 91.
Incenerare, da cenere; e incinero si trova in Fest. Riduire in cenere. E Neut. pass. Convertirsi in cenere; Inf. xxv, 11, nel qual luogo la lez. chè non stanzi d'incenerarti, che è di quasi tutti i codd. e commentat. ant. non dovrebbe esser dubbia, mentre l'altra chè non stai anzi d'ingenerarti vuoisi considerare come più o meno arbitraria. Lan.: « Esclama contra Pistoja mostrando ad essa ch'ella non stanza, cioè ordina, l'ardere in sè stessa, da poi che suoi cittadini sono così pessima semente. » - Ott.: « Qui sgrida l'autore contra la città di Pistoja, dicendo: per lo seme suo reo così dovrebbe ardere, come arse questo Vanni Fucci. » - Benv. : « Cur non stanzi, idest decernis et firmas, d'incenerarti, sicut vidi incinerari unum tuum civem. » - Buti : « Perchè non ti spacci e non ti avacci d'incenerarti, cioè d'ardere e farti cenere. » - An. Fior.: « Perchè non ordini che tanto tuo mal seme si spenga et non rifigli in te? Et qui è da sapere che '1 seme onde sono discesi i Pistoiesi, furono quelli ch'erono con Catellina, i quali, essendo assediati, da' Romani in Fiesole, segretamente si partirono da Fiesole et abbandonarono la terra, et vennorne verso Pistoja; ivi furono sopraggiunti da'Romani; onde combatterono insieme, et grande uccisione vi fu dall'una parte et dall'altra, et pochi ne rimasono; pure quelli cotanti che rimasono fondorono la città di Pistoja, et ivi abitarono. È vero che Salustio dice che la battaglia fu presso a Pistoja, sicché è segno che Pistoja era già; ma puossi credere che questi tali scampati 1' accrebbono et ripopolorono. Ora fu Catellina de' piggiori uomini del mondo; et per conseguente ehi il seguitava; sì che tacitamente l'Auttore vuole dire che quel mal seme redunda ancora ne' Pistoiesi. »
Incenso, dal lat. incensum, secondo Isidoro così chiamato perchè il fuoco lo consuma in offrirlo. 1. Resina aromatica, solita da antico bruciarsi segnatamente ne'riti religiosi; Purg. x, GÌ.-2. E per L'albero che lo produce; Inf. xxiv, 110. « Turis lacrimi* et succo vivit amomi; » Ovid,, Met. xv, 394.
Incenso, dal lat. incensns, Partic. pass, di incendere. Arso, Acceso, Infocato; Par. xxn, 139.