Stai consultando: 'Enciclopedia Dantesca Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L', Giovanni Andrea Scartazzini
Pagina (1008/1180) Pagina
Pagina (1008/1180)
Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
Imitatori della Divina Commedia
giacquero all'influenza della sua Musa, l'elenco comprenderebbe all'incirca i nomi di tutti i poeti italiani di qualche grido, dal Petrarca sino al Carducci ed altri rimatori contemporanei. Ed in quell'elenco non potrebbero mancare i nomi di qualche centinaio di poeti stranieri, non solo di nazioni latine, ma anche germaniche e slave, i cui carmi o non si sarebbero fatti, o sarebbero riusciti altra cosa che non sono, quando i cantori non fossero camminati sulle orme dell'Alighieri. Ma anche astrazion facendo dagli imitatori piuttosto indiretti, rimane sempre un bel numero di componimenti poetici, i quali in sostanza non sono altra cosa che imitazioni più o meno felici del poema dantesco. Parecchi giacciono tuttora inediti nelle biblioteche, come V Inferno di Armanino, l'Anima Peregrina del P. Sardi, il Giudizio finale di Domenico di Napoli, la Città di Vita di Matteo Palmieri, e non pochi altri, alcuni dei quali hanno i particolari loro pregi. Fra i poemi che si hanno a stampa, e che in sostanza sono semplici imitazioni della Div. Comm., sono degni di nota i Trionfi del Petrarca, VAmorosa Visione del Boccaccio; il Dittamondo di Fazio degli Uberti, nepote di Farinata; la Leandreide o Leandreride di anonimo Veneto, o forse del Boc-cassi; la Visione di Gambino d'Arezzo, il Giardino di Marino Yo-nata; il Quatriregio del Frezzi; il Purgatorio del Cipriani; la Bass-villiana del Monti ; la Scala di Vita del Ferrucci. Meno conosciuti sono il poemetto di Francesco da Carrara e quello di Giovanni Acquettini, la Fimerodia di Iacopo del Pecora, le Visioni del Varano, L'inferno della tirannide del Bellini, il Paradiso di Antonio del Bon, ed altri poemi, tra' quali non mancano naturalmente parodie della Div. Coni., o di singole parti di essa. Si hanno inoltre nelle letterature italiane e straniere parecchie imitazioni, elaborazioni o rifacimenti che dir si vogliano, di singoli episodi della Div. Com. Più Conti Ugolini, tra essi due tedeschi, figli legittimi o bastardi dell'Ugolino dantesco; più Francesche da Rimini, tra le quali primeggia quella di Silvio Pellico; diversi Manfredi, Pie de' To-lomei, Piccarde, Buondelmonti, Sordelli, Beatrici, ecc. Taluna di queste Tragedie e Cantate, taluno di questi Drammi e Melodrammi non è privo di bellezze e di pregi poetici ; ma certo, non di una sola delle tante imitazioni si può affermare che arrivi approssimativamente all'altezza del Poema dantesco.
Cfr. Ferrazzi, iv, 255-64, 566-68; v, 181-82, 865-69, Ag. Palesa, Dante, Raccolta, Trieste, 1865, 37 e seg. Carducci, Studi letterari, Livorno, 1874, 312-62. De Sigalas, De l'Art en Italie, Dante Al. et la Div. Com., Par., 1853, 591-642. Vidal y Valen-ciano, Imitadores ecc. de la Div. Comm., nella Revista de Espava, Madrid, 1860, x, 216-34. Dantolog., 2a ed., 405 e seg.