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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
Iason - Ida
987
l'Affrica Terr a di Iarba, prendendo il tutto per la parte, con traslato di sinecdoche comunissimo ai poeti.
Iason, gr. 'Iaacov, figlio di Esone re di Tessaglia, duce degli Argonauti, coi quali « passò per l'isola di Lenno. » Giunto a Coleo, acquistò il Vello d'oro coli'aiuto di Medea, che egli sposò ed abbandonò poi per unirsi a Creusa, figlia del re di Corinto. Per conquistare il Vello d'oro dovette arare un campo con i due tori spiranti fuoco, da lui domati ; cfr. Ovid., Metam. vii, 1-158. E menzionato Inf. xviii, 86. Par. n, 18.
Iason, figlio di Simone II e fratello di Onia III, sommi sacerdoti del popolo giudaico. Comprò l'uffizio di sommo sacerdote dal re Antioco, allontanandone il fratello Onia; introdusse nella santa città costumi pagani; vi costrusse un ginnasio, ecc. Cfr. II Machab. iv, 7-27; v, 5-10. IV Machab. iv, 17 e seg. Ioseph., Antiq. xii, 5,1; xx, 10, 3. Nuovo Iason è chiamato il pontefice Clemente V; Inf. xix, 85.
Iattanza, dal lat. jactantia, Il vantarsi con una certa bur-banza, Vanteria, Millanteria; Par. xxv, 62.
Iattura, dal lat. jactura, L'atto e L'effetto del gettare che i marinari fanno una parte del carico della nave in tempo di burrasca, a fine di salvarsi. Per estensione, pur detto di cose mari-nesche, vale anche Perdita; Par. xvi, 96.
lauzen, voce provenzale, gerundio pres. di jauzir, godere: Godendo, Giubilando; Purg. xxvi, 144.
Ifoero, lat. Iberus e Hiberus, gr. Ipvjpoj, L'Ebro, uno dei sei fiumi principali della Spagna, il quale nasce dai Pirenei, percorre l'Aragona e la Catalogna, e si getta nel Mediterraneo; Purg. xxvii, 3.
Icaro, gr. Ixapog, figliuolo di Dedalo, il quale per fuggire da Creta fece a sè ed al figlio ali di penne appiccicate insieme con la cera. Icaro volò troppo alto, contro il comando del genitore, la cera si liquefece, le ali si staccarono ed Icaro cadde nel mare: cfr. Ovid., Met. vili, 203 e seg. Hom., II. n, 145. Herodot., vi, 95. Hokat., Carni. I, I, 15. È menzionato come esempio di somma paura, Inf. xvil, 109.
Ice, sillabe integranti del nome Beatrice o Bice; Par. vii, 14. Cfr. B ed ice.
Ida, gr. I8a, 7j ISyj, oggi Psilorg, o Monte Giove, Monte nel centro dell'isola di Creta, o Candia, ìa cui sommità ò per lo più coperta di nevi; Inf. xiv, 98. Cfr. Veglio di Creta.