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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
986
Iaculo -larba
sponsionum, Ven., 1619, cclxxxj, 46; cccxcix, 22. Del Lungo, D. ne' tempi di I)., 423 e seg.
V. Iacopo da Lentjno, poeta volgare del secolo XIII; cfr. Notajo.
VI. Iacopo Rusticucci, ricco ed onorato cavaliere Fiorentino il quale, avendo moglie ritrosa, si separò da lei per darsi al vizio di sodomia; Inf. vi, 80; xvi, 44. - An. Sei.: « Fu da Firenze, e guidava Fiorenza al suo tempo. » - Petr. Dant.: « Sua uxor fuit ferocissima mulier in tantum quod secum non poterat vivere in pace. Propter quod ipse juravit numquam concumbere cum ipsa neque cum alia muliere, et ita suam libidinein cum masculis tur-piter extinguebat. » - Bocc. : « Non fu di famosa famiglia, ma essendo ricco cavaliere, fu tanto ornato di belli costumi, e pieno di grande animo e di cortesia, che assai ben riempiè, dove per men notabile famiglia pareva voto. » - Falso Bocc.: « Huomo popolare. » - Benv.: « Fuit miles fiorentinus, vir popularis, sed tamen valde politicus et moralis.... homo valde dives, sed prudens, pla-cidus et liberalis; qui poterat videri ratis felix inter cives suos, nisi habuisset uxorem pravam; habuit enim mulierem ferocem, cum qua vivere non poterat; ideo dedit se turpitudini. » - Buti: « Fu savio e valoroso cavaliere fiorentino. Ebbe una perversa moglie sì, che non potendola sostenere, la lasciò; e per odio ch'ebbe a lei, s'arrecò in dispetto tutte l'altre femmine. » - An. Fior.: « Fu valoroso uomo et piacevole. Ebbe costui una sua moglie, diversa et spiacevole tanto, che costui la divise et seperolla da sè, et man-dolla a casa i parenti suoi. Ora, per che egli era giovane et onesto uomo, credendo potere meglio coprire colla usanza de' giovani che delle femmine, usò questo peccato, come che rade volte. »
VII. Iacopo da Sant'Andrea, cfr. Andrea (Iacopo da Sant').
Iaculo, dal lat. iaculus, Spezie di serpente, così chiamato perchè a guisa di dardo è detto che si lancia dagli alberi addosso altrui, e fora le membra; Inf. xxiv, 86. Cfr. Solin., c. 40. Plin., Hist. nat. vili, 23.
Iano, Par. vi, 81 (var.), cfr. Giano.
Ianua, voce latina, Porta, Uscio; Par. xv, 30.
Iarl»a, lat. Iarbas, figlio di Giove Ammonio e re di Mauritania. Sotto il suo regno Didone, fuggendo le angherie del fratello, si ritirò in Affrica e vi fondò Cartagine. Iarba volle sposarla, ma Didone ricusò le sue nozze; cfr. Virg., Aen. iv, 196 e seg. Justin., xviii, 6. È nominato Purg. xxxi, 72, nel qual luogo Dante chiama