Stai consultando: 'Enciclopedia Dantesca Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L', Giovanni Andrea Scartazzini
Pagina (994/1180) Pagina
Pagina (994/1180)
Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
984
lacomo
Alfonso, secondo le quali Iacopo avrebbe dovuto essere re d'Aragona, e Federico re di Sicilia (cfr. Zukitae, Iudic. Ber. Arag., 203. Mariana, Hist. de reb. Hisp. in, 244). Poco tempo appresso cedette vilmente la Sicilia al Ciotto di Gerusalemme, la cui figlia Bianca egli aveva sposata, tradendo così il proprio fratello (Zurit., l.c., 205. Mariana, iii, 257. Murat., Script, x, 959 e seg.). La cessione non avendo effetto, perchè Federico fu gridato re di Sicilia (Zurit., 206. Murat., 1. c., 845 e seg., 961 e seg.), Iacopo mosse guerra al proprio fratello per difendere gli Interessi del suocero. Usurpò per sè il regno di Murcia dopo la morte di Sancho IY (Zurit., 208). Seppe per altro guadagnarsi l'amore de'suoi sudditi, i quali lo chiamarono Il Giusto.
III. Iacopo re delle Baleari, cfr. barba.
IV. Iacopo del Cassero, o del Cassaro, da Fano, è, secondo tutti i commentatori, il nome del personaggio ricordato da Dante, Purg. v, 64-84. La famiglia del Cassero o Cassaro, così detta da una torre o rocca attigua alle di lei case presso 1' arco di Augusto, fu una delle più antiche e potenti della città di Fano e guidò lungo tempo la fazione guelfa. Fiorì per molti personaggi insigni nelle arti della guerra e della pace, fra' quali è da ricordarsi Ugone, che nel 1104 andò con tre suoi figliuoli al conquisto di Terra Santa. La storia fanese fa ascendere l'albero genealogico di questa famiglia sino al 980 (cfr. Amiani, Memor. istor. di Fano, i, 232). Iacopo, ricordato da Dante, fu figliuolo di Uguccione del Cassero, potestà di Macerata nel 1268, e nepote di quel Martino del Cassero, professore di leggi e reggitore delle scuole di Arezzo nel 1255, il quale dicono fosse uno dei primi e più celebri giuresconsulti del sec. XIII (cfr. Tiraboschi, iii, 279). Chiamato Iacopo a potestà di Milano da Maffeo Visconti, mosse da Fano per quella città, navigando sino a Venezia, e da indi tenendo la via di Padova, nelle cui vicinanze, cioè in Oriago, fu assalito, accoltellato e morto dagli sgherri di Azzo VIII, figlio di Obizzo II da Este, al cui lungamente meditato tradimento tennero spalla due altri prepotenti ribaldi, Riccardo da Camino, e Geraldo signore di Trevigi (« Per id tempus [1298] Me-diolanum, capessendse prseturse gratia peregrinus homo veniebat, Iacobus Dalcassarius Fano Piceni urbe oriundus. Sed is ex itinere juxta Oriagum patavinorum oppidum interceptus, occisusque fuit, fraude Marchionis Extensis, Rizardi Caminatis, ac Geraldi Tarvi-sinorum domini, qui tunc in armis habebant exercitum circiter trium millium licminum; » Trist. Calchi, Hist. patrice, 1. xviii, p. 401 B.). L'uccisione di Iacopo fu creduta opera di Malatesta da Rimini, il quale per agevolarsi il dominio di Fano avesse procurata a Iacopo la pretura di Milano per mezzo di Maffeo, perchè poi nel