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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
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del nome Iehovah, e può anche essere un antico simbolo cabalistico di Dio. Cfr. Comni. Lips. ili, 716-720. Vedi pure l'articolo El.
I, numero dei Romani, vale Uno: Par. xix, 128. Cfr. Emmk.
I, Articolo plurale maschile; cfr. II.
I, I', pron. della prima persona; cfr. Io.
I, per Gli, Loro, pron. plur. nel quarto caso: Inf. v, 78; vii, 53. Purg. xxiv, 125, e sovente.
I, per A lui, pron. sing. nel terzo caso; Inf. ii, 17; xxii, 73.
I, Avverb. per Ivi; Inf. vili, 4, nel qual luogo la volgata omette l'i.
lacob, ebr. Astuto, Scaltro, Nome del patriarca secon-
dogenito di Isacco, capostipite degl'Israeliti; cfr. Genes. xxv-l. è nominato Par. vili, 131; xxii, 71. Mon. i, 13, 16; ni, 5, 2.
Vaeomo, Iacopo, ed anche Giacomo, Giacopo, Nome
proprio, la cui forma varia. Diversi personaggi di questo nome sono menzionati da Dante :
I. Iacopo Apostolo. Gli Evangelisti conoscono dne apostoli di questo nome: 1. Il figlio di Zebedeo e fratello di S. Giovanni, l'uno dei tre discepoli prediletti del Redentore, capo della Chiesa apostolica di Gerusalemme, ebbe la corona del martirio per opera di Erode Agrippa l'anno 44 dell'èra volgare. - 2. Iacopo detto il Minore, figlio di Alfeo, che molti identificarono con Iacopo, fratello di Cristo, creduto autore dell'Epistola canonica di San Iacopo. Il primo è nominato Purg. xxxil, 76. L'autore dell'Epistola è introdotto ad esaminare Dante circa la Speranza, Par. xxv, 13-99; è pure ricordato Conv. iv, 2, 62. Cfr. Vit. N. xli, 27, 32. Conv. il, 15,8 : iv, 20, 38. Mon. ni, 9, 56.
II. Iacopo re d'Aragona, secondo di questo nome, soprannominato il Giusto. Figlio secondogenito di Fietro III re d'Aragona e di Costanza figliuola di Manfredi, fu incoronato re di Sicilia a Palermo il 2 febbraio 1286. Morto Alfonso III, suo fratello maggiore, il 18 gennaio 1291, Iacopo ne occupò il seggio, facendosi incoronare re d'Aragona a Saragozza, il 24 settembre 1291. Morì a Barcellona il 2 novembre 1327. Il Vill., x, 45, lo dice « savio e valoroso signore, e di grandi opere e imprese. » Dante invece lo biasima severamente, Purg. Vii, 119. Par. xix, 137 (sul luogo Purg¦ ni, 11(1 cfr. Onor), e non a torto. Cumulò sul proprio fronte il diadema siciliano e l'aragonese contro le ultime disposizioni del fratello