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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
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Gninicelli, Guido-Guittone d'Arezzo
Serrav., Land., Veli., ecc., non dicono nulla di questo personaggio, del quale evidentemente i commentatori non avevano certe notizie.
Gninicelli, Guido, cfr. Guido, XIII.
Guisa, dal frane, guise, e questo dal ted. ant. wisa: 1. Modo, Maniera; Par. iv, 55; v, 99.-2. A guisa, reggente il suo termine per mezzo della particella Li, è maniera avverbiale usata nelle comparazioni, e vale Come, A similitudine di; Inf. xvil, 27; xxvin, 122; xxx, 49; xxxiv, 56. Purg. vi, 66; ix, 64; xin, 102; xv, 3, 123; xvi, 86; xvil, 32. Par. il, 45; iv, 130; xn, 14; xiv, 69 (var.); xxiii, 95; xxiv, 12; xxv, 81. Conv. iv, 5, 55.-3. A guisa che, vale Secondo che, Come; Purg. vii, 66. Par. xx, 97. Conv. ili, 7, 67.-4. In guisa che, è maniera congiuntiva, e vale In modo o Per modo che, Così che, ecc. Ball. : « 0 voi, che per la via d'Amor passate, » v. 16.
Guiscardo, Roberto, figliuolo di Tancredi di Altavilla, cavaliere normando. Andò nel 1046 a raggiungere i suoi fratelli in Italia; quindi grazie al suo valore ed alla sua accortezza si fece duca di Puglia e di Calabria, dalle quali due contrade discacciò i Saraceni. Più tardi s'impadronì eziandio di Benevento e di Salerno. Scomunicato dal papa, si riconciliò con lui, facendogli omaggio delle Provincie conquistate. Passato il mare, prese Corfù e vinse in guerra Alessio Comneno, ma si vide poi costretto a ritornarsene per difendere i suoi Stati contro Enrico IV, e, liberato il papa Gregorio VII, che era prigioniero in Castel S. Angelo, lo condusse seco a Salerno, dove il pontefice morì poco appresso, il 25 maggio 1085. Roberto si recò di nuovo nell'Epiro, sconfisse i Greci, s'impadronì di parecchie isole dell'Arcipelago e si preparava ad avviarsi verso Costantinopoli, allorché la morte lo sorprese a Cefalonia il 17 luglio 1085. Cfr. De Blasiis, La insurrezione Pugliese e la conquista Normanna, 3 voi., Napoli, 1874. Vill., iv, 18 e seg. Vigo, D. e la Sicilia, 13. è ricordato Inf. xxvin, 14. Par. xviii, 48.
Guittone d'Arezzo, antico poeta italiano che fiorì nella seconda metà del secolo XIII. Nacque di nobile stirpe in Santa Filmina, volgarmente detta Formena, borgo a due miglia d'Arezzo. È chiamato comunemente Fra Guittone, perchè apparteneva all'Ordine dei Cavalieri Gaudenti. Ammaestrato nella sua gioventù nelle Lettere e nelle Scienze, ebbe ai suoi tempi fama di dotto. Menò vita sciolta e profana, quindi sposò una Aretina, che lo rese padre di tre figli, e la abbandonò assieme coi figli per vestire l'abito di S. Maria, ossia dei Frati Gaudenti. D' allora in poi si dette a fare il mestiere di predicare penitenza e declamare contro la corruzione