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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
976
Gnìdo
Gianni de Pà, presso Forlì (ibid149-52. Yill., vii, 81) ed occupò la Romagna « contra volontatem Ecclesiae » (Murat., Script. xi, 1294) colla quale si riconciliò poi nel 1283 (Murat., Script, xiv, 1106; xxii, 153), secondo altri nel 1285 (Yill., vii, 108), e fu confinato ad Asti. Eletto dai Pisani a loro capo nel 1288 (Murat., Script. xi, 1297 e seg.), o 1289 (Murat., Script, xi, 980),«ruppe i confini che avea per la Chiesa, e partissi di Piemonte, e venne a Pisa (Vill., vii, 128), con che s'inimicò di nuovo col papa, il quale scomunicò lui e la sua famiglia, e lanciò l'interdetto contro Pisa (Murat., Script, xv, 980). Nel 1290 difese Pisa contro i Guelfi, che«l'areb-hono avuta se la bontà del detto conte non fusse che la liberò (Murat., Script., xi, 299; cfr. Yill., vii, 128).«Per lo suo senno et valentia Pisa, che era inella sella, ridusse a buono stato.... racquistava le castella di Pisa, quando per forza, quando per trattati.... raggiustò tutte le Terre al Comune di Pisa, e messela in grande e buono stato (Murat., Script, xi, 980-83).Nel 1292 s'impadronì d'Urbino (Murat., Script. xxii, 162), e la difese nel 1294 contro l'esercito di Malatestino podestà di Cesena (Murat., Script, xiv, 1109). Nello stesso anno 1294 fu scacciato da Pisa (Murat., Script, xi, 299; xv, 983. Vill., vili, 2) e si riconciliò nuovamente colla Chiesa (Murat., Script, xiv, 1110). Entrò nel 1296 nell'Ordine dei frati Francescani (Murat., Script. ix, 144; xi, 189; xiv, 1114; xv, 983. Vill., viii, 23). Morì nel 1298, alcuni dicono a Venezia (Murat., Script, xi, 189), altri a Ancona (Murat., Script, xiv, 1114), altri in Assisi (Witte, ad Inf. xxvill, 67). Dante
10 menziona pure e con lode Conv. iv, 28, 47. Qui egli parla da filosofo e da storico; Inf. xxvn egli parla da cristiano e da poeta.
XVI. Guido Novello da Polenta, figlio di Ostasio, nato verso
11 1275, fu de' Savi o Consiglieri di Ravenna nel 1301 e negli anni seguenti, e divenne signore di Ravenna nel 1316 dopo la morte di Lamberto. Come tale ospitò l'Alighieri, il quale passò a Ravenna gli ultimi anni della sua vita. Il Boccaccio, delle cose di Ravenna ben informato, racconta in proposito (Vita, ed. Macrì-Leone, § 5 e 6): « Era in que' tempi (dopo la morte di Lamberto, avvenuta il 22 giugno 1316) signore di Ravenna, famosa e antica città di Romagna, un nobile cavaliere, il cui nome era Guido Novello da Polenta; il quale ne' liberali studi ammaestrato, sommamente i valorosi uomini onorava, e massimamente quelli che per iscienzia gli altri avanzavano. Alle cui orecchie venuto, Dante fuori d'ogni speranza essere in Romagna (avendo egli lungo tempo avanti per fama conosciuto il suo valore) in tanta disperazione, si dispose di riceverlo e d'onorarlo. Nè aspettò di ciò da lui essere richiesto, ma con liberale animo, considerata qual sia a' valorosi la vergogna del domandare, e con proferte gli si fece davanti, richiedendo di special grazia a