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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
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Buono, nato nel 1154, creato re di Sicilia nel 1166, morto nel liti*. Cfr. Barlow, Contrib., 496 e seg. Testa, De vita et rebus gesti, Guilelmi II Sicilia: regis, Monreale, 1769. La Lumia, Storia della Sicilia sotto Guglielmo II il Buono, Fir., 1867. Dante lo ricorda Par. xx, 61 e seg. - Dan.: « Questo fu lo re Guglielmo di Cicilia, lo quale era re per successione; rimase di esso solo una figliuola la quale fu mogliera di Enrico V, e però succedette poi lo reame allo re Manfredi. Questo re Guglielmo fue uno uomo giusto e ra-gionevile, e amava i suoi sudditi di dilettazione regale, la quale fae differenzia dalla iniqua volontà tirannica, e teneali in tanto trastullo, pace e diletto, che si potèa estimare uno paradiso terrestre. Costui era libéralissimo, non era cavalieri nò d'altra condizione uomo che fosse in sua corte o che passasse per quella contrada, che da lui non fosse provveduto, et era lo dono proporzionato a sua vertude; ben tenea elli questa regola entro gli uomini di corte, che snelli venia uno cattivo e mal parlante uomo di corte in sua corte, incontanente era cognosciuto per quelli, che sopra ciò erano posti, e incontanente li era donato roba e altri doni perchè avesse cagione di partirsi; se erano tanto conoscenti sì si partivano: se non, cortesemente li era dato commiato; e s'elio venia uno virtudioso e curiale, a questo era similemente donato, ma continuo lo teneano in speranza di maggior dono, e con tali genti erano sì legati che raro si partiano; per la quale regola in essa corte si trovava d'ogni perfezione gente; quivi erano li buoni dicitori in rima d'ogni condizione, quivi erano li eccellentissimi cantatori, quivi erano persone d'ogni solazzo, che si può pensare virtudioso e onesto; in questa corte era tanta pace, tanta tranquillità, che li abitanti e sudditi notavano in allegrezza. Morìo questo re Guglielmo, l'isola rimase a signoria di Todeschi, e poi divenne a signoria francesca, e poi iu Aragonesi, le quali signorie hanno avuta tutta la opposita intenzione della prima. » Le stesse cose ripetono Ott., An. Fior., ecc.-Benv. : « Fuit optimus regum in justitia, liberalitate, clementia, et omni virtute heroica. »- Buti: « Questo Guiglielmo fu descendente di Roberto Guiscardo disceso dei duca dei Normandi e fu figliuolo di Ruggieri figliuolo dell'altro Ruggeri che fu figliuolo di Roberto Guiscardo suddetto, et ebbe una sua suore lo detto Guiglielmo chiamata Gostanza la quale fece monaca violentemente; et havendu 42 anni fu cavata del munisterio e data per donna a lo imperadure Arrigo di Soave, e nacquene lo imperadore Federigo padre del re Manfredi, che fu re di Sicilia per eredità di questa sua aula. K, dopo Guiglielmo, prese lo reame di Sicilia Tancredi nipote di Roberto Guiscardo, nato della suore e di Lignamoute principe d Au-tiocia; lo quale Tancredi fu prima duca di Taranto.»