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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

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a cura di Federico Adamoli

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   Guglielmo
   teferrato et de Canavese adhuc plorant propter ejus bonitatem et virtutem, consideratis parentibus Marchionibus suis.»- JBenv. :« Vir ferox et crudus, tamen valens et potens, qui fuit aliquaudo capita-neus Mediolani contra Papiam. Iste anno Domini MCCXC eum ivis-set cum paucis ad civitatem Alexandria, Alexandrini ad instantiam Astensium, quibus marchio erat inimicus, ceperunt eum proditorie, acceptis magnis pecuniis ab Astensibus, qui sunt pecuniosiores omnibus italicis, caeteris paribus, quia sunt magni usurarii ; et mor-tuus est in carcere praedictorum captivus; imo unus civis saltavit crudeliter super corpus defuncti, et cepit caput ejus cum manibus, et percussit ad terram.... Mortuus est sine herede masculo, et he-reditas pervenit ad imperatorem Constantinopolitanum, quia habuit unam filliam Guillielmi. »
   IV. Guglielmo di Nogaret, l'uno dei «vivi ladroni » menzionati Purg. xx, 90. Nacque verso il 1250 a San Felice di Caraman; fu professore di leggi a Monpellier, poi consigliere di Filippo il Bello, re di Francia, nelle costui lotte con papa Bonifazio Vili. Fatto cancelliere nel 1300, assunse nel 1303 l'uffizio di accusatore di Bonifazio Vili e fu inviato in Italia per far prigioniero il papa e menarlo in Francia. Unitosi con Sciarra Colonna gli riuscì infatti di fare prigioniero il papa in Anagni adì 7 settembre 1303; ma tre giorni dopo Bonifazio fu liberato dai cittadini di Anagni, e lanciò la scomunica contro il Nogaret. Ad onta della scomunica rimase nel suo posto di cancelliere e prese non picciola parte alle violenze di Filippo il Bello contro i Templarj. Assolto dalla scomunica da Clemente V nel 1307, morì a Parigi nel 1314.
   V. Guglielmo d'Oringa, eroe romanzesco, cantato dai Trovatori; Par. xviii, 46. - Lan.: « Questi (Guglielmo e lìinoardo) furono sì li pugnatori per la fede cristiana.» - Ott.: « Guglielmo fu conte d'Oringa in Proenza, figliuolo d'Amerigo conte di Narbona; Renoardo fu uomo fortissimo, sì come dicono: li quali con li Sa-racini venuti d'Affrica in Proenza, e massimamente col re Tebaldo, fecero grandissime battaglie per la fede cristiana, e grandissimi tagliamenti diedero e ricevettero; finalmente il detto conte Guglielmo, a Beltrando suo nepote lasciato il contado d'Oringa, prese abito di monaco, e sua vita santamente al servigio di Dio finì; ed è chiamato San Guglielmo del Diserto.» - JBenv.: « Guilelmus fuit comes Orengse sivi filius comitis Narbonse. » - Buti: « Questo Guglielmo fu uno grande principe, che combattette e morì per la fede di Cristo: non hone potuto trovare chi fusse distintamente. »-Serrav.: « Iste Guilhielmus etiam mortuus est prò fide Christiana inter infedeles. »
   VI. Guglielmo re di Sicilia, secondo di questo nome, detto il