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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
or,9
dal quale scende il fiume Basin, affluente del Chiascio. Ai tempi di Dante apparteneva al regno di Napoli. Vi si vedono le rovine di un antico castello Longobardo; Par. xi, 48.
Gnaldrada, figliuola di messer Bellincione Berti de' Ravi-gnani, ch'era il maggiore ed il più onorato cavaliere di Firenze (cfr. Bei.LINCION Berti), moglie del conte Guido il Vecchio, capostipite dei conti Guidi, al quale partorì quattro figliuoli, tra'quali Ruggeri o Marcovaldo conte di Dovadola e padre di Guido Guerra ; Inf. xvi, 37. Il Villani, v, 37, racconta: «Il conte Guido vecchio (m. 1213) prese per moglie la figliuola di messer Bellincione Berti de'Rovignani, ch'era il maggiore e'1 più onorato cavaliere di Firenze, e le sue case succedettono poi per retaggio a' conti, le quali furono a porta San Piero in su la porta vecchia. Quella donna ebbe nome Gualdrada, e per bellezza e bello parlare di lei tolse, veggen-dola in Santa Reparata coll'altre donne e donzelle di Firenze. Quando lo'mperadore Otto quarto venne in Firenze, e veggendo le belle donne della città che in Santa Reparata per lui erano raunate, questa pul-cella più piacque allo'mperadore; e'1 padre di lei dicendo allo'mpe-radore ch'egli avea podere di fargliele basciare la donzella rispose che già uomo vivente la bascerebbe se non fosse suo marito, per la quale parola lo'mperadore molto la commendò; e il detto conte Guido preso d'amore di lei per la sua avvenentezza, e per consiglio del detto Otto imperadore, la si fece a moglie, non guardando per-ch'ella fosse di più basso lignaggio di lui, nè guardando a dote: onde tutti i conti Guidi sono nati del detto conte e della detta donna. » Così raccontano pure Ott., Bocc., Benv., ecc.
Gualterottf, antica e nobile famiglia di Firenze ; Par. xvi, 133.-« Diversa è questa casa da altra omonima, che assai figurò nella istoria della repubblica fiorentina dei secoli XV e XVI, la quale altro non era che una diramazione dei Bardi. I Gualterotti rammentati da Dante furono antichissimi gentiluomini ch'ebbero torri e case nel Borgo dei SS. Apostoli e vasti possedimenti con turriti castelli a Legnaia. Il Villani gli annovera tra i guelfi del sestiere di I)org», ma i documenti che ci restano, e che sono ineccezionabili, ce li palesano invece per ghibellini. Abbiamo infatti memoria di un messer Iacopo, che fu cacciato da Firenze nel 1258, e che dal Comune venne richiesto ai Senesi, nelle terre dei quali erasi rifugiato, per farne giustizia. Troviamo poi lo stesso Iacopo tra i combattenti ghibellini a Montaperti, e dopo la vittoria è menzionato tra i componenti il governo di Firenze, dai quali fu stipulato un trattato -li alleanza con il Comune di Siena. Al libro del Chiodo si legge pur.