Stai consultando: 'Enciclopedia Dantesca Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L', Giovanni Andrea Scartazzini
Pagina (949/1180) Pagina
Pagina (949/1180)
Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
Graffiacane - Graffiato
divide la circonferenza di ogni circolo reale o ideale, e che servono alla misura degli angoli; Purg. iv, 15. Conv. n, 6, 105. - (!. per Condizione o Qualità civile delle persone, Ceto, Classe ; Inf. xvi, 30. -7. E per Specie, Sorta, Qualità, Natura, Forma, e simili; Conv. ni, 7, 48 e seg. - 8. Di grado in grado, posto avverbialmente, vale Da uno in altro grado, cioè scalino, rialto, Per ogni grado successivo, Secondo l'ordine dei gradi; ed altresì Per via di gradi, Per gradi; In modo, o Con progressione di gradi; anche figuratam. Par. n, 122; xxviii, 114. - 9. E usato a modo di aggiunto, e detto di luogo, vale Digradato, Che per ogni ripiano successivo va ristringendosi, o allargandosi ; Inf. xi, 18.
10. Grado, forma addolcita di grato, dall'add. lat. ncutr. gra-tum, che usavasi sostantivam. per Cosa grata: Godimento, Piacere; ed altresì Spontaneità, Talento, Volontà; Par. in, 116.- 11. Vale pure Gratitudine, Riconoscenza, Obbligo, Grazia; Purg. vili, 67. Par. XXill, 53. - 12. A grado, posto avverbialm. per Gratuitamente; Conv. iv, 27, 55.- 13. Avere in grado checchessia, vale Gradirlo, Averne o Sentirne piacere, Averlo in pregio; Inf. xv, 80. - 14. Essere in grado ad alcuno, vale Piacergli, Essergli gradito o caro, Andargli a genio; Conv. i, 1, 78. - 15. Venire in grado ad alcuno, vale Acquistarne la grazia, la benevolenza, Divenirgli caro, Venirgli in grazia; Par. xv, 141.
Graffiacane, da graffiare e cane, Che si diletta di graffiare i peccatori (i quali sono detti Cani, Inf. vi, 19; vili, 42) col suo uncino. Nome dato da Dante ad uno dei dieci diavoli della quinta bolgia; Inf. xxi, 122 ; xxii, 34. Benv.: « Iste est valens, quia sculpit alios canes, idest, revendit alios baratatores, quia jam supra assimilati sunt canibus; ideo bene facit, quia pilat illos qui pilaverunt alios. » - Gelli: « La falsità stessa; perchè sotto apparenza di cane ha il graffiare, eh' è operazione di gatta, onde lacera chiunche lo travaglia. » - Secondo il Boss. (Comm. ii, 162) Gra/jiacane è anagramma di quel Buffacani che era de' Priori nel 1303, quando ii Cardinal da Prato fu in Firenze.
Cri* affi are, da graffio, nel significato di Uncino. 1. Lacerare colle unghie, e per estensione con qualsivoglia cosa acuminata, la pelle o i tessuti del corpo o di alcuna sua parte; Inf. vi, 18; xxxiv, 59. - 2. Neutr. pass. Lacerarsi, Stracciarsi colle unghie, o con qualsivoglia altra cosa acuminata, la pelle, o i tessuti del corpo; Inf. xvill, 131.
Graffiato, detto di persona, vale Che ha la pelle lacerata da graffi; Inf. xiii, 116.