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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
Giuoco
non lungi da quella chiesa e sulla piazzetta che tuttora conserva il nome loro. Ebbero signoria nel contado, e le vetuste pergamene ci accertano che i loro dominii erano in Val di Sieve. Guittone ed Ildebrandino nipoti di Gioco sono nominati tra i baroni che nel 1099 assisterono alla marchesana Matilde nel placito con cui assegnò alla Canonica Fiorentina i beni di Compiano. Più tardi Gioco fu console nel 1188; Ildebrandino di Gianni tra i Consiglieri che ratificarono con giuramento l'accordo fatto con i Senesi nel 1201. Alcuni di essi presero la croce nel 1217 e accorsero in Palestina a combattere contro i nemici del nome Cristiano. E furono questi più generosi assai degli altri loro consorti che presero parte alle divisioni che agitarono Firenze, schierandosi dal lato dei Ghibellini; mentre alcuni della stessa famiglia impugnarono le armi a favore dell'avversa fazione. Perciò se vediamo una parte dei Giuochi espulsa dalla patria nel 1258, leggiamo poi nelle istorie che vi tornò trionfante dopo due anni, cacciando a loro volta i nemici, ai quali fu inutile il valore spiegato nella battaglia che fece l'Arbia colorata in rosso, in cui un messere Iacopo dei Giuochi era appunto uno dei capitani dell'esercito guelfo. Scarse notizie restano di questa famiglia, che dopo quel tempo non abbondò di ricchezze. La vediamo esclusa dalle Magistrature nel 1293; poi di nuovo nel 1311: ma convien ritenere che questa pena non tutti colpisse gl'individui della consorteria, oppure che venne rimessa, perciocché è indubitato che Filippo di Gherardo Giuochi sedè tra i Priori del 1323, ed Uberto suo fratello nel-l'anno appresso. Mancò la casata nel secolo XIV; e vuoisi che seco ne portasse l'arme alla tomba quel Cesare di Gherardo, sepolto a S. Maria Novella nel 1381. Certamente al tempo in cui delle Fiorentine famiglie scriveva poetando il Verino era di lunga stagione estinta;» Lord Vernon, Inf., voi. ir, p. 491 e seg.
Ginoco e Gioco, dal lat. jocus, Gara sottoposta a regole, nella quale operi o la fortuna, o la forza, o la destrezza, o l'ingegno, che si fa più che altro a fine di ricreazione, e in cui ordinariamente si stabilisce un premio pel vincitore. 1. Nel signif. propr., con un compimento retto dalla particella Di, il quale ne determina la specie; Purg. vi, 1. - 2. Vale anche Pubblico e solenne spettacolo : e nel plur. usasi più particolarmente a denotare quegli spettacoli, coi quali i Greci e i Romani celebravano le feste degli Dei, o degli eroi, o coi quali onoravano i funerali, o il trionfo, di qualche illustre personaggio, e cose simili; Conv. iv, 26, 102.- 3. In senso particolare trovasi usato poeticam. per Palio; Par. xvi, 42, nel qual luogo si parla delle Corse del pallio che si facevano in Firenze per la solennità di S. Giovanni. - Benv.: « De more est Florentise, quod