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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
Giunco
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ad laudandum et cingendum ipsum a Virgilio, idest. :i ratione, de junco, idest de humilitate, dicendo admirative quod idem juncus' illieo renatus est ibidem. Hoc enim vult figurare quod, cum volumus morigerari in humilitate, debemus aecipere actus et more alinijus humilis, et item in qualibet alia virtute; quibus actibus et muri bus acceptis, nihilominus resurgunt et dimittuntur sic in ilio.» - Cu ss..-«Vult dicere quod homo humilis.... non debet esse in hoc mnndo ri-gidus sed extractus ab omni delectatione et viriditate temporali. Nani giuncus est quedam pianta palustris quo non habet folia aliqua lieo flores producit. » - Falso Bocc.:« Perlo giuncho dei intendere hi-milta ella semplicità perche altutto umilita si vuole pigliare e avere avolersi partire davizii e dapecchati e chi none umile nonsene puote partire ne anche entrare apurgharsi degli altri vitii epecchati. » -Benv. : « Nota quod bene figurat humilitatem per juncum. Juncus enim oritur in locis bassis, in limo molli, et est sine nodo brevis, flexibilis, et cedit ad impetum undarum et curvat se ad terram; ita autor qui primus erat natus inter montes et saxa velut quercus alla, dura et nodosa, nunc induit humilitatem, et dedit terga contra impetum adversorum, et venit ad habitandum locum planum, scilieet Eavennam, recedens a gente superba suorum. »- Btiti: « Per questo dà ad intendere allegoricamente che chi vuole nel mondo intrare ne la penitenzia, conviene esser sopra cinto d'alcuno grado d'umil-tade, secondo la condizione dell'omo: imperò che altro grado si conviene ad uno, et altro ad un altro. E così si de' eleggere lo grado conveniente a la condizione del peccatore, quando vuole intrare ne lo stato de la penitenzia, ne la quale s'entra con grado d'unii Itati* che è significata per lo giunco: imperò che come lo giunco è fondato in natura per suo nutricamento, senza fronde e senza fiori: così l'omo umile non de'avere appetito di cose mondane, se non estremamente per vivere; e de'essere sopra cinto: imperò che una cintura de'avere che lo faccia forte contro le concupiscenzie et appetiti carnali, et un'altra che lo faccia paziente a lo stato de la penitenzia. E perchè santo Gioanni distingue li peccati in tre specie; ciò. superbia di vita, contra la quale si conviene cingere lo grado de la umiltà significato per lo giunco; e concupiscenzia di carne, contra la quale s'intende cingere la cintura de la continenzia, la quale pone che Dante avesse già cinta; e l'ultimo è la concupiscenzia de gli occhi, contro la quale dice che si vuole lavare lo volto co la rugiada, eh'è ne la piaggia del purgatorio caduta dal cielo, e non desiccata per lo caldo del sole mondano, che significa la grazia illuminante che discende di cielo, e non s'asciuga per li splendori mondani che si cognoscono essere vili, e schiara li occhi abballati di nebbia; cioè lo intelletto e la ragione occupati de la ignoranza