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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

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a cura di Federico Adamoli

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   posto avverbialm., vale Continuamente, Del continuo; ed anche Sempre; Purg. xxvil, 105. -8. Un giorno, usato in forza d'Avverb., vale Una volta, con relazione tanto al passato quanto all'avvenire; e in questo caso equivale anche a Quandochessia; Inf. v, 127.
   Giosafat, cfr. Josafat.
   Giostra, ant. frane, joste, jouste o juste, modem, joute, prov. josta e justa, spagn. jusia, forse dal lat. justa, oppure da juxta, cfr. Diez, Wòrt. l3, 216; L'Atto del giostrare, Armeggiamento con lancia a cavallo, correndo l'un cavaliere contro l'altro per isca-valcarlo. - 1. Per simil. Inf. vii, 35. Purg. xxii, 42. - 2. Per estensione, vale Combattimento in genere, e altresì Fazione, Scaramuccia; Inf. xiii, 121.-3. Correr giostra, vale Giostrare; Inf. xxii, 6.
   Giostrare, dall'aut. frane, joster, jousler o juster, modem. jouter, prov. jostar, justar, spagn. justar, formato dalla prep. lat. juxta; onde il primo senso della voce francese fu quello di Porre, e Porsi appresso, poi di Accostarsi per combattere, e finalmente di Combattere in torneo: Armeggiare con lancia a cavallo, correndo l'un cavaliere contro l'altro per scavalcare l'avversario. In locuz. figur. Purg. xx, 74.
   Giosuè e Josuè, lat. Josue, gr. 'IvjaoOc, dall'ebr. yiEJ'IJT,
   che vale II cui aiuto è il Signore: Nome del successore di Moisè, che conquistò Terra Santa e la divise tra le tribù d'Israele. La sua storia è raccontata nel libro biblico che dal suo nome s'intitola. Purg. xx, 111. Par. ix, 125; xviii, 38.
   Giotto, propriam. Ambrogio o Angelo di Bondone, celebre pittore italiano e ristoratore della pittura in Italia. Nacque a Vespi-gnano presso Firenze, nel 1276 (così il Vasari; altri lo dicono nato nel 1265), figlio ad un contadino di nome Bondone, il quale, racconta il Vasari, i, 302 e seg., avuto questo figliuolo.... l'allevò, secondo lo stato suo, costumatamente. E quando fu all' età di dieci anni pervenuto, mostrando in tutti gli atti fanciulleschi una vivacità e prontezza d'ingegno straordinario, che lo rendea grato non pure al padre, ma a tutti quelli ancora che nella villa e fuori lo conoscevano; gli diede Bondone in guardia alcune pecore, le quali andando pel podere, quando in un luogo e quando in un altro pasturando, spinto dall'inclinazione della natura all'arte del disegno, per le lastre ed in terra o in su l'arena del continuo disegnava alcuna cosa di naturale, o vero che gli venisse in fantasia. Onde andando un giorno Cimabue per sue bisogne da Fiorenza a Vespignano,