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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
Gioìre-Giorno
Gioire, Sost., Gioia, Vivo rallegramento, Piacere o Sollazzo urini ¦ dissimo; Par. x, 148.
Giordano, lat. Jordanus, gr. 'lopSavvjg. dall'ebr. 'TV, e questo probabilmente dal verbo pT, Romoreggiare; Nome del lume
principale della Palestina, il quale nasce nelle parti settentrionali presso l'antica Cesarea di Filippo, forma nel suo corso il lago di Genezaret, e si scarica nel lago Asfaltide, detto anche Mar morto. Secondo la leggenda biblica il Giordano si aperse miracolosamente dinanzi agli Ebrei, che, condotti da Giosuè, venivano al conquisto di Terra Santa; cfr. Lib. Josue, in, 14-iv, 24. Il Giordano è nominato, sempre senza l'articolo, Purg. xvai, 135. Par. xxn, 04.
Giornata, Quella parte del giorno naturale che corre dal nascere al tramontar del sole. E per II cammino che si fa in un giorno, Lo spazio percorso in un giorno; figuratam. Conv. IV, 13, 49.
Giorno, dal neutro dell' add. lat. diurnus, sottintesovi tem-pus : Quello spazio di tempo che corre da una mezzanotte all'altra, o, secondo l'antica maniera italiana, da un tramonto all'altro, e comprende 24 ore; nel qual senso chiamasi anche Giorno civile. E secondo gli Astronomi Giorno è quello spazio di tempo che corre dal partirsi del Sole da un punto al ritornare nello stesso punto, e più specialmente dal passare il meridiano al ritornare ad esso meridiano; nel qual senso dicesi Giorno naturale. Nella Div. Coni, la voce Giorno è adoperata 24 volte, 5 nell'I»/', (li, 1; v, 127, 138; xxxi, 10; xxxm, 53), 12 nel Purg. (ti, 55; vi, 52; vii, 43, 69; vili, 6; ix, 52; xxn, 118; xxiv, 80; xxvii, 5, 105; xxviii, 3; xxx, 22) e 7 volte nel Par. (i, 61; xin, 8; xvm, 59; xx, 3; xxi, 85; xxx, 28; xxxi, 32). Oltre al signif. propr. della voce, sono da notarsi i seguenti: 1. Per Quello spazio di tempo, durante il quale il Sole sta sopra l'orizzonte; nel qual senso chiamasi Giorno artificiale, e il suo contrario è Notte; Inf. xxxin, 53; Purg. vili, 6; xxn, 118. - 2. Usato come indicazione di tempo, a denotare Quello, nel quale una cosa si fa, avviene, ricorre, oppure si farà, avverrà, ricorrerà, e simili ; Inf. V, 138. Par. xxx, 28. - 3. Figuratam. e poeticamente, per Luce del giorno, del Sole; Purg. n, 55. Par. i, GÌ. -
4. E per L'ora, Il tempo, in cui la luce del giorno apparisce: onde i modi A giorno, Alla punta o Al punto del giorno, Innanzi giorno, Farsi giorno, In sul far del giorno, e simili; Purg. ix, 52; xxx, 22. -
5. Di giorno in giorno, vale Ogni giorno più; Purg. xxiv. So. Var. xvill, 59. - 6. Il giorno, usato assolutane, vale Quel giorno, In quel giorno; Vit. N. V, 14; xiv, 12.-7. Tutto il giorno, e Tutto giorno,