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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

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a cura di Federico Adamoli

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   Gianni, Schicchi xny
   messer Simone istette cheto per non guastare gli altri fatti del testamento. » Il fatto è raccontato essenzialmente nello stesso modo dagli altri antichi (lac. Dant., Lan., Ott., Falso Bocc., Bcnr., Buti, ecc.). Secondo Petr. Dant. e Cass. messer Buoso sarebbe stato strozzato da Simone e dallo Schicchi; ma di questo fatto nò Dante nè altri antichi fanno menzione. Con più particolarità, che ben difficilmente sono di sua invenzione, VAn. Fior.: « Questa Gianni Sticchi fu de' Cavalcanti da Firenze, et dicesi di lui che, essendo messer Buoso Donati aggravato d'una infermità mortale, volea fare testamento, però che gli parea avere a rendere assai dell'altrui. Simone suo figliuolo il tenea a parole, per ch'egli noi facesse; et tanto il tenne a parole ch'elli morì. Morto che fu. Simone il tenea celato, et avea paura ch'elli non avessi fatto testamento mentre ch'egli era sano; et ogni vicino dicea ch'egli l'avea fatto. Simone, non sappiendo pigliare consiglio, si dolse con Gianni Sticchi et chiesegli consiglio. Sapea Gianni contraffare ogni uomo, et colla voce et cogli atti, et massimamente messer Buoso, eh'era uso con lui. Disse a Simone: Fa venire uno notajo, et di' che messer Buoso voglia fare testamento; io enterrò nel letto suo, et cacceremo lui dirietro, et io mi fascerò bene, et metterommi la cappellina sua in capo, et farò il testamento come tu vorrai; è vero che io ne voglio guadagnare. Simone fu in concordia con lui : Gianni entra nel letto, et mostrasi appenato, et contraffa la voce di messer Buoso che parea tutto lui, et comincia a testare et dire: lo lascio soldi XX all'opera di santa Reparata, et lire cinque a' Frati Minori, et cinque a' Predicatori, et così viene distribuendo per Dio, ma pochissimi denari. A Simone giovava del fatto: et lascio, soggiunse, cinquecento fiorini a Gianni Sticchi. Dice Simone a messer Buoso: Questo non bisogna mettere in testamento ; io gliel darò come voi lascerete - Simone, lascerai fare del mio a mio senno: io ti lascio sì bene, che tu dèi essere contento-Simone per paura si stava cheto. Questi segue: Et lascio a Gianni Sticchi la mula mia; che avea messer Buoso la migliore mula di Toscana. Oh, messer Buoso, dicea Simone, di co-testa mula si cura egli poco et poco l'avea cara: Io so ciò che Gianni Sticchi vuole meglio di te. Simone si comincia adirare et a consumarsi; ma per paura si stava. Gianni Sticchi segue: Et lascio a Gianni Sticchi fiorini cento, che io debbo avere da tale mio vicino: et nel rimanente lascio Simone mia reda universale con questa clau-sula, ch'egli dovesse mettere ad esecuzione ogni lascio fra quindici-di, se non, che tutto il reditaggio venisse a' Frati Minori del convento di Santa Croce; et fatto il testamento ogni uomo si partì. Gianni esce del letto, et rimettonvi messer Buoso, et lievono il pianto, et dicono ch'egli è morto. »
   57. — Enciclopedia dantesca.