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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
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Gianicolo-Gianni, Schicchi
il Cardinal Latino venne a Firenze per la pace solenne, molti dei Gianfigliazzi firmarono l'atto, e di questi Maroccio, Giannozzo e Spinelli cavalieri dello sperone d'oro. Riguardati come dell'ordine Magnatizio, furono esclusi dalle pubbliche faccende nella riforma del 1282, e solo poterono esservi riammessi nel 1343 alla cacciata del duca d'Atene, al qual fatto s'erano caldamente adoperati. D'allora fino al 1530 ebbero 30 priori e 10 gonfalonieri; » Lord Ver-non, Inf., voi. il, p. 487 e seg.
Gianicolo, lat. Janiculum, dal Dio Giano, che secondo la mitologia vi aveva la sua sede, Uno dei sette monti o colli di Roma, alla destra del Tevere. E probabile che Dante intenda appunto del Gianicolo nel luogo Inf. xviii, 33, mentre secondo altri egli parla del monte Giordano. Cfr. Monte.
Gianni, Lapo, Poeta fiorentino amico di Dante, il quale lo pone accanto a sè ed a Guido Cavalcanti, e lo loda come uno dei pochi che conobbero l'eccellenza della lingua volgare; Son.: « Guido, vorrei che tu, e Lapo ed io, » v. 1. Vulg. El. I, 15, 29. Fiorì dopo la metà del secolo XIII, e non altro sappiamo di lui se non che fu notajo fiorentino; cfr. Nannuc., Man. i2, 240 e seg. Rimangono di lui dodici ballate, due canzoni ed un altro componimento poetico, che si crede un sonetto doppio o rinterzato; cfr. Bartoli, Lett. it. iy, 1 e seg.
Gianni, Schicchi (o Sticchi, come scrive VAn. Fior.), della famiglia dei Cavalcanti da Firenze, famoso per il suo talento di contraffare le persone ; Inf. xxx, 32, 42 e seg. - Bambgl. : « Fuit quidam Jocularis sive Jaculator - qui hic punitur eo quod mortuo domino buosio dedonatis defiorentia ad petitionem cujusdam affinis dicti domini bossii testatus fuit secundum voluntatem dicti sui affinis - et ex dolo et falsitate ista iste Joculatur lucratus [est] una ex melioribus equabus que essent in tota tuscia. » - An. Sei. : « Gianni Schicchi fu cavaliere de' Cavalcanti di Firenze, lo quale avendo un suo nipote nome messer Simone Donati, ch'era morto ivi presente uno zio di messer Simone, nome Buoso, morì sanza rede, e era molto ricco, e non avia fatto testamento. E però innanzi ch'altri sapesse che Buoso fosse morto, misero Gianni nel letto in luogo di Buoso, e mandarono per lo notaio e pe'testimoni, e fecer fare testamento a Gianni come se fosse Buoso Donati, e lasciare ogni cosa a messer Simone Donati. E di ciò guadagnò una bella cavalla, ch'era di messer Buoso, in una gran torma d'altre bestiami. E egli medesimo la si aggiudicò nel testamento, o volesse messer Simone o no. Ma