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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
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Gliislieri, Guido-Già
Gliislieri, Guido, antico poeta Bolognese, del quale nulla ci è rimasto (cfr. Crescimi?., ri, 2, p. 9. Quadk., it, 156. Tirab., rv, 409). Dante lo esalta come uno di coloro « qui doctores fuerunt illustres, et Vulgarium discretione repleti, » Vulg. El. i, 15, 31, e che « ah eptasyllabo tragice incipiasse invenimus, » ibid. ir, 12, 31.
Ghisolabella, sorella di Venedico Caccianimico da Bologna, il quale la prostituì alle voglie del marchese Obizzo II da Esti: Inf. xvin, 55 ; cfr. Caccianimico. Fu moglie del ferrarese Niccolò da Fontana. Secondo alcuni si chiamava Ghisola e fu soprannominata bella a motivo della sua bellezza. Ma nel suo testamento, dettato undici anni dopo il suo matrimonio, ella medesima si nomina « Ghisolabella quondam Alberti de Cazzanemicis » (cfr. Mazzoni-Toselli, Voci e passi di D., 119 nt.); dunque Ghisolabella era il suo nome di battesimo, da non ispezzarsì in Ghisola bella, come fecero quasi tutti gli editori anteriori al Coni. Lips.
Già, dal lat. jam, Avverb. denotante il tempo, nel quale una data azione si compie o si effettua, un dato fatto o avvenimento accade, o una data condizione di cose si avvera: e serve altresì a dare maggior rilievo all'avvenimento o al compimento di esso fatto, azione, e simili. E corrisponde ad Oramai, In questo o In quello stesso punto, Ora, Ora appunto, Ora subito, Fin d'ora e simili. Questa voce è adoperata da Dante, e nella Div. Coni, e nelle altre sue opere volgari, qualche centinajo di volte, per lo più nel significato riferito del lat. jam, come Inf. li, 80: vii, 98; xxiii, 23, 24. Purg. xxviil, 1, e più sovente. Trovasi pure adoperata in altri significati: 1. Pure nel senso di Oramai, riferito ad azione o fatto prossimamente compiuto o avvenuto: e serve a denotare con una certa efficacia il perfetto compimento dell'atto o fatto onde si discorre: Inf. I, 17: xxxii, 124. Purg. v, 1; Vi, 108, ecc. - 2. Congiunto col passato di alcun verbo, ed anche usato assolutam., vale In altro tempo da quello nel quale siamo o del quale si parla, In altro tempo da ora o da allora, Tempo addietro, Per lo passato; Inf.i, 67. Purg. v, 52. Par. xxiv, 111, ecc. - 3. In proposizione negativa, ma anteposto, serve a rafforzare la negazione o la esclusione della cosa di cui si parla: e insieme con gli avverbi congiuntivi Non o Ne, se pure la negazione non si contenga nel pronome Nessuno, forma una locuzione corrispondente a In nessun modo, In modo alcuno, A verun patto, Per nessun verso, e simili: Inf. xviii, 38, 42: xxvin, 22. -4. Pure in proposizione negativa, e anteposto, ha senso men grave, e vale semplicemente a Bensì, Però, Invero, Veramente, oppure a Mica: Purg. xi, 23. Par. ix, 80.- 5. E con lo stesso costrutto, e pure