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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
S84
Geoinante
bassa, di vii condizione, e simili. - Lan.: « Lamentandosi parlava lucchese e dicea di sua pena. » - Ott.: « Bonagiunta parlava con parola non intellettiva, e dicea Io non so che gente bassa. » -Petr. Dant., Falso Bocc., ecc., non danno veruna interpretazione. -Cass.: « Christianam gentem. » - Benv. : « Gens obscura; nam turbse animarum erant secum, ut patebit infra, ita quod gentucca, sive genticula, dicit diminutionem in qualitate, non in quantitate vel numero. » - An. Fior. : « Ciò è, secondo il vulgare lucchese, dicea che gentucca, ciò è Che genticella è questa? »- Serrav.: « Ipse murmurabat: Nescis que gens uccat; idest, venit (vocabulum re-gniculum est, scilicet regni Cicilie, scilicet uccare, idest venire. Vel dicas: Uccat, idest rithymat, quia est uccare rithymatice lo-qui). » - Tal.: « Gente ucca, idest adhuc, idest: nescio que gens est hic. » - Anche alcuni moderni si avvisano che Gentucca sia nome comune, intendendo chi dei Lucchesi in generale, chi dei poeti lucchesi anteriori a Dante o suoi contemporanei, chi dei Bianchi, ecc. (Cfr. Coni. Lips., ir, 470 e seg.). - Primo il Buti prese Gentucca per nome proprio. Egli chiosa : « L' autore, essendo a Lucca, non potendo stare in Fiorenza, puose amore ad una gentil donna chiamata madonna Gentucca,.... per la virtù grande et onestà che era in lei, non per altro amore. » - Land.: « Dante nel suo esilio stette alcun tempo a Lucca, e innamorossi d' una gentile, et di gentili costumi donna, chiamata Gentucca, ma questo fa dopo il trecento. » -Veli. : « Questa dicono essere stata una nobile, et non men bella che gentile giovane Lucchese, della quale il Poeta fu innamorato, et che per lei abitò un tempo a Lucca. » - Dan.: « Fu costei una giovane Lucchese, non meno honesta, che bella et nobile, della quale Dante s'innamorò. » Così pure Boi., Voi., Vent., Lomb., Port., Pogg., De Bom., Biag., Cost., Ces., Fosc., Tom., Br. B., Frat., Andr., Camer., Camp., Poi., ecc. Cfr. Trota, Vel. alleg. 141 e seg. Vel. ghib., 43 e seg. L' amore posto da Dante nella Gentucca fu platonico, non sensuale.
(reomaiite, dal lat. geomantis, e questo dal gr. yéa, Terra, e [iàvt'.g, Indovino : Colui che attende alla geomanzia, che esercita la geomanzia, cioè quell'arte che pretendeva vanamente d'indovinare il futuro per mazzo di punti, di linee e circoli, segnati in terra, ovvero per mezzo delle linee o figure, che son formate da un pugno di polvere gettata a caso sopra una tavola; ed anche mediante l'osservazione delle crepature e aperture naturali del suolo; Purg. xix. 4. Cfr. VolJcommene Geomantie, Freistad, 1702. Opus geomantice completum, Lugd., 1625. Fasciculus geomanticus, Verona. 3687. Blanc, Versiteli, n. 66.