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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

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a cura di Federico Adamoli

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   Gena-Generante
   Dante. Non condivise l'esilio col marito, cliè Dante la lasciò a Firenze « insieme coli'altra famiglia, male per picciola età alla fuga disposta; di lei sicuro, perciò che di consanguinità la sapeva ad alcuno dei principi della parte avversa congiunta.... Era alcuna particella delle sue possessioni dalla donna col titolo della sua dote dalla cittadina rabbia stata con fatica difesa, de' frutti della quale essa sè e i piccioli figliuoli di lui assai sottilmente reggeva » (Boccac., Vit. Dant., § 5). Gemma rimase a Firenze anche più tardi, quando i figliuoli non erano più bambini; sembra anzi, che dopo l'esilio di Dante i due coniugi non si rivedessero più; ma anche di ciò non abbiamo notizie indubitabili. Sopravvisse parecchi anni al marito, apparendo ancora vivente nel giugno del 1834, come si ha da un documento del 4 del detto mese ed anno, col quale Gemma nomina Niccolò del fu Fruosino Donati suo mondualdo e, col consenso di questo, Jacobum Ugolini notaro suo procuratore ad esigere dall'ufficio pei beni de' ribelli i suoi diritti dotali sui beni di Dante. Non si sa quando morisse; da un documento dell'8 gennaio 1342 (stile fiorentino), risulta che in quel tempo non viveva più.
   Del carattere e delle qualità di Gemma Donati non si sa assolutamente nulla di certo. Nelle sue opere Dante non ne fa mai menzione, come non fa menzione nè del padre, nè della madre, nè dei figli. Lo stesso Boccaccio, del resto tanto ciarliero, confessa di non saperne nulla (Vit. Dant., § 3). Oziose sono quindi le discussioni e dispute se Gemma fosse buona o cattiva moglie: la semplice verità è che non ne sappiamo nulla affatto. Cfr. L. Lizio Bruno, Di Gemma Donati, consorte dell'Alighieri, ne'suoi Scritti varii, i, 51 e seg. Witte, Dante-Forsch. ir, 48 e seg. Scartazzini, Dante in Germ. i, 263 e seg.; n, 281 e seg. Dantolog., 116 e seg.
   Gena, dal lat. gena, Guancia, Gota; Par. xxxr, 61.
   Generale, dal lat. generalis : 1. Che concerne, ovvero Che è comune o applicabile, a tutto o quasi tutto un ordine di cose o di persone; contrario di Speciale. Aggiunto a nome di carica, in locuz. figur. Inf. vìi, 78. - 2. E per Che concerne il tutto di una cosa, tanto materiale quanto morale, ma in un modo alquanto indeterminato; Par. xxxi, 52.
   Generalmente, In modo generale; ed altresì In senso generale; Conv. iv, 10, 22; iv, 13, 62; iv, 16, 71.
   Generante, dal lat. generans, Colui che genera, Il soggetto, generante; Purg. xxv, 59. Par. vm, 134. Conv. i, 13, 20; iv, 14, 80.