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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
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tempore noctis dederunt civitatem Favoliti;.- Bononiensibus. » - , „ Sei.: « Ganellone fu di Maganza, e fu quelli che 1 radi Carlo Ma-rn e la sua santa Gesta de' Paladini. »- 7,un. : Questi fu uno d'Ua-magna, cioè tedesco della casa di Magami», lo quale tradì I , resta dei paladini, colli quali elli era. »- Ott. : « Ganellone, secondo che si dice, fu Conte magantino, e cognato carnale di Carlo Magno imprradon. suo naturale signore, il quale con uno Mar-ilio l'agam, re di Sp-.^-n ì fece per moneta un trattato di tradimento: per lo quale il detto In, peradore si levò da oste delle terre del detto Mar-ilio, lascilo a sua retroguardia li dodici Pari dì Francia, e tutto il fiore della . aval-teria dello Imperio, li quali da detto Marsilio re nel luogo dett Roncisvalle furono tagliati. »- Betr. l)md. : « Gaiie^loii de Itosion ¦ vel dicitur quod fuit de domo Maganti te de Alemania, proditor (i.--stffi Karoli. »- Cass.: « Ganelonus de domo magantie fuit jaocSii.-r Karoli magni et sue comitive. » - Così tutti i commentatori successivi.
Gangalandi, nobili fiorentini ch'ebbero milizia e privilegio dal gran Barone (cfr. Barone), cioè dal marchese Ugo. « Avevano signoria di castella nei contorni di Settimo, e tra le altre era loro proprietà Monteorlandi, che Arnolfo valorosamente difese contro i Fiorentini nel 1107, abbenchò poi fosse costretto a rendersi prigioniero e ad aprire le porte agli assalitori. Tra gli uccisori di lìiioii-delmonte dei Buondelmonti trovavasi uno dei Conti di Gangalandi; quindi non occorre il dire che la famiglia figurò in seguito tra le principali di parte ghibellina, e che dalle sue torri tenne testa ai guelfi d'Oltrarno. Ebbe comuni con tutti della sua parte i rovesci, i trionfi e l'esilio: e nel libro del Chiodo leggonsi molti dei Gangalandi fatti ribelli nel 1268. La pace del 1280 che fu segnata da Pigello, da inesser Rinuccio, da Geri, Catello e Lapo, volle confermato l'esilio perpetuo di Chianni e Pallino di messer Corrado, di Tano di messer Filippo e di Tondellino di messer Corso, perchè si ostinarono a non voler udir parola di accordo. Dichiarati dei grandi nel 1282, furono poi i Gangalandi esclusi dalle Magistrature nel 12'.':: condanna che venne confermata nella riforma di Baldo d'Aguglione nel 1311. Perciò non deve far meraviglia se vediamo nel l::i>2 condannato alla pena del fuoco messer Tondellino per esser venuto a mano armata contro Firenze; e poi nel 1312 ben diciotto di questa casa dichiarati ribelli perchè accorsi sotto le bandiere di Arrigo \ Il che assediava la patria loro. Vuol dirsi peraltro che uno di essi, pei nome Scoiaio, restò a difendere la natia città- laonde si merito lo sdegno dell'imperatore che lo fece glorioso quando lo condanno perchè avea combattuto e vinto contro di lui. Credesi la famiglia man-